13 Agosto 2013

Boom delle entrate tributarie

Boom delle entrate tributarie

Boom delle entrate tributarie a giugno. Il gettito è risultato in crescita del 21,5% rispetto a un anno fa. La buona notizia per il Tesoro è stata comunicata ieri da Banca d’ Italia. In valore assoluto, le entrate sono arrivate a 46,3 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi rispetto a giugno 2012. Dopo i dati sull’ extra-gettito, il Pdl ha reclamato l’ abolizione dell’ Imu sulla prima casa e lo stop all’ aumento dell’ Iva: «Il governo ora non ha alibi né scuse», ha detto il presidente della commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone. I dati Bankitalia hanno anche certificato il nuovo record per il debito pubblico italiano, che è arrivato a giugno a 2.075 miliardi, con un aumento di 600 milioni rispetto al mese precedente. Via Nazionale ha spiegato che l’ aumento di giugno è «riconducibile al significativo incremento (13,9 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro che ha più che compensato l’ ampio avanzo delle amministrazioni pubbliche (13,5 miliardi)». A fine giugno le disponibilità liquide del Tesoro hanno raggiunto 76,3 miliardi, contro 46,1 a giugno del 2012.Nei primi sei mesi dell’ anno l’ incremento del debito (86,5 miliardi) riflette due fattori, in proporzioni quasi identiche: il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (44,5 miliardi) e l’ aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (41,9 miliardi). Sul fabbisogno ha inciso per 8,2 miliardi il sostegno ai Paesi dell’ Eurozona in difficoltà (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna): questo ammontare comprende la quota di competenza dell’ Italia dei prestiti erogati dall’ Efsf (European Financial Stability Facility), pari a 5,3 miliardi, e il versamento effettuato in aprile della terza tranche per la sottoscrizione del capitale dell’ Esm (European Stability Mechanism) per 2,9 miliardi. Il sostegno complessivamente ha raggiunto i 50,8 miliardi: dunque finora l’ Italia, nonostante la crisi del debito sovrano abbia colpito anche il Paese, è stato uno dei maggiori contribuenti dell’ Eurozona. L’ apporto è ancora più rilevante se si considera il più alto costo di finanziamento sui mercati dell’ Italia rispetto a Francia e Germania. La continua crescita del debito, che procede in assenza di un sostanziale taglio dell’ indebitamento attraverso operazioni straordinarie, ha tuttavia rinnovato il dibattito sulle conseguenze dell’ austerità. Secondo il Codacons, il nuovo aumento del debito pubblico a giugno, abbinato all’ aumento delle entrate tributarie, «dimostra che le troppe tasse non solo non bastano per ridurre il debito ma diventano addirittura nocive se determinano una riduzione della ricchezza prodotta dal Paese». L’ associazione dei consumatori ha inoltre osservato: «Se a questo si aggiunge che ai fini del risanamento dei conti vale il rapporto debito-pil, e che le troppe tasse sul ceto medio fanno crollare i consumi e conseguentemente la produzione, ecco che si impone un’ inversione di rotta nella politica economica». A fine marzo, secondo i dati Eurostat, il rapporto debito/pil dell’ Italia ha superato il 130%. Tra i detentori di titoli italiani, Bankitalia ne possiede per 98 miliardi, le istituzioni finanziarie monetarie italiane (principalmente banche) per 415 miliardi (erano 350 un anno prima), mentre i titoli detenuti da non residenti sono pari a 693,5 miliardi (da 669 di un anno prima). (riproduzione riservata)
 

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