Boom del credito al consumo
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fonte:
- La Stampa
“E` un segnale che conferma che la gente si sta impoverendo“
“Si fanno debiti per poter arrivare alla fine del mese“
Il Codacons chiede un Osservatorio dei prezzi di mercato
Il fine mese è sempre più tirato? L`arrivo dell`euro ha giocato brutti scherzi al portafoglio? Niente paura, è possibile chiedere piccoli prestiti, qualche migliaio di euro, da restituire un po` alla volta. I tecnici lo chiamano “credito al consumo“, fenomeno che è in crescita anche in Valle d`Aosta. L`ultima dimostrazione arriva dai dati Unicredit Banca. Tra giugno 2006 e lo stesso mese di quest`anno, la voce “credito al consumo“ è arrivata a 27 milioni di euro, con un balzo in avanti del 20 per cento. Unicredit Banca, considerando la fusione con Capitalia, in Valle è un banco di prova con numeri significativi. Venti sportelli presenti in 29 comuni, 36.321 clienti e impieghi che hanno raggiunto quota 180 milioni di euro. Quanto basta per dire che un rialzo del 20 per cento, con un gruppo di queste dimensioni, è una rondine che fa primavera. Il “credito al consumo“ interessa ormai una fascia di popolazione ragguardevole. Tanto che le associazioni dei consumatori hanno cominciato a tenerlo d`occhio. “Avevamo partecipato a maggio alla presentazione del rapporto curato dalla Banca d`Italia – dice il presidente regionale dell`Adoc Andrea Piccirilli -. Anche lì era emerso che la gente si sta impoverendo sempre di più. Si fanno tanti micro prestiti, bisogna pagare le rate, il rischio è trovarsi di fronte a 200 euro al mese ai quali non si sa come fare fronte, perché gli stipendi sono sempre quelli“. In Valle sul capitolo “credito al consumo“ sta lavorando soprattutto il Codacons. Questa associazione dei consumatori ha organizzato un convegno sul tema sabato 27 ottobre a palazzo regionale. Una giornata di lavori, per parlare anche di “revolving card“ e Trattamento di fine rapporto, il Tfr che alla fine di giugno è stato al centro di una scelta fatta dai lavoratori del settore privato sulla destinazione della loro liquidazione come “stampella“ delle future pensioni. “In Valle il ricorso ai micro prestiti è salito in modo notevole – dice il presidente regionale del Codacons Giampiero Marovino – e certo non per finanziare spese di lusso. Sono cifre che di solito oscillano da tre a cinquemila euro“. Un fenomeno particolare è quello delle “revolving card“. “Sono carte – spiega Marovino – che possono dare accesso a linee di fido di qualche migliaio di euro. La persona che ne beneficia può scegliere quanto restituire ogni mese“. E` un sistema che può rivelarsi comodo, ma bisogna fare attenzione a non farsi prendere la mano. Il pericolo è, tra mutuo, rata dell`auto, quota mensile da restituire per la “revolving card“, di trovarsi a corto di denaro. Insomma, di “giocare“ a fare la piccola impresa sottocapitalizzata. “C`è anche un`altra questione – dice Marovino -, i tassi di interesse. E` un tema molto delicato. Qualche volta sfiorano valori considerati da ususra, tanto è vero che abbiamo alcune cause aperte“. Il 27 ottobre, il tema “revolving card“ sarà affrontato da un avvocato torinese. “E` un grande esperto di questo settore“, conclude Marovino. Giampiero Marovino è il presidente regionale del Codacons. Sta lavorando a un convegno, che sabato 27 ottobre porterà ad Aosta il tema del “credito al consumo“. Marovino, perché avete posto l`attenzione su questo argomento? “Perché sta crescendo anche in Valle. I dati confermano la tendenza“. Ma il fenomeno si può definire preoccupante? Diciamo che non è un`emergenza, ma c`è da cominciare a preoccuparsi. Inutile fare allarmismi, ma bisogna valutare l`evoluzione della questione“. Di cosa parlerete durante il convegno? “Prima di tutto daremo i dati, sia a livello nazionale sia rispetto al piano locale. I nostri esperti daranno anche dei consigli concreti, alla luce di quanto è stato rilevato negli ultimi tempi“. Perché la gente ricorre sempre più spesso a questi finanziamenti? “Perché è sempre più difficile arrivare alla fine del mese. Faccio qualche esempio. In media, nel 2001 una pizza margherita costava l`equivalente di 3 euro e 16 centesimi. Oggi siamo intorno ai 6. Un panino 1 euro e 55, ora siamo a 3. Non mi si venga a dire che il costo della vita non è aumentato. Il fatto è che la politica dovrebbe fare qualcosa“. Cioè? “Penso alle accise sui carburanti, che il governo non abbassa. Oggi mettere qualche decina di litri di benzina nel serbatoio costa 45 euro, quindi 90 mila delle vecchie lire. Bisognerebbe fare anche qualcosa per monitorare l`andamento del caro vita“. Sta parlando di un osservatorio dei prezzi? “Esatto. Come Codacons, in questi anni, abbiamo fatto da apripista, portando avanti una serie di rilevazioni. Le ultime sono in fase di elaborazione. Sarebbe però necessario mettere in piedi una vera e propria organizzazione, coinvolgendo in Valle, come succede altrove, Regione e Camera di commercio. L`obiettivo sarebbe arrivare a dati mensili“.
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