18 Aprile 2008

Boom degli «alcopop», minori a rischio drink

Altro che campagne di sensibilizzazione, divieti o pattuglie di poliziotti all`uscita delle discoteche. L`unica cosa in grado di salvare i giovani dall`alcol sono i reality show, o al massimo i soldi. Il dato è emerso da una ricerca dell`Istituto Superiore di Sanità e dell`Istat presentata ieri a Roma in occasione dell`«Alcol prevention day», secondo cui alla domanda «Cosa ti farebbe restare astemio per una sera», ben il 70% ha risposto la partecipazione a un reality, cifra superata solo da «un grosso premio» (78%). E di «Grandi fratelli» ce ne vorrebbero molti per riuscire a soddisfare tutti i giovani che bevono, visto che, secondo le cifre, ormai il 67% dei minori di 15 anni, persone cioè che l`alcol non dovrebbero proprio vederlo, è un consumatore abituale. A fermare il consumo di alcol non è di sicuro sufficiente la legge: tra quelli che non hanno l`età legale il 25% dei ragazzi e, sorprendentemente, il 31% delle ragazze ne consuma addirittura da due a quattro unità, soprattutto il fine settimana ma spesso anche negli altri giorni. L`abitudine permane anche fra i ragazzi più vecchi, con il 46,8 % dei ragazzi e il 30,6 % delle ragazze che non rinuncia ai due o più bicchieri. «Quantità non trascurabili – ha affermato Emanuele Scafato, direttore dell`Osservatorio Nazionale Alcol dell`Istituto Superiore di Sanità – in particolare se riferite agli adolescenti, e assolutamente ingiustificabili riguardo ai minori, anche tenuto conto che i consumi al di sotto dei 15 anni dovrebbero essere pari a zero litri entro il 2010 quale obiettivo in cui si sono impegnati tutti gli Stati Membri dell`Organizzazione Mondiale della Sanità». La mappa delle bevute in discoteca, tracciata dal progetto dell`Iss «Il Pilota», conferma la presenza dei soft drink come «new entry» degli ultimi anni. In media un ragazzo beve circa quattro bicchieri, di cui 1,5 di soft drink o aperitivo alcolico, 1,5 di birra e 1 di superalcolico, mentre le ragazze prendono tre bicchieri di alcolici, di cui 1,2 di soft drink, 1,1 di birra e 0,7 di superalcolico. Il 20% dei ragazzi però beve più di sei bicchieri. Proprio contro i soft drinks o «alcopop», bevande cioè con una gradazione tra i 5 e i 6 gradi «mascherata» da succhi di frutta, si sono scagliati sia il Codacons che la Coldiretti, lamentando il fatto che sono destinate, per loro natura e per la pubblicità accattivante, proprio ai più giovani. Per queste associazioni, e anche per il Moige, oltre a un giro di vite sulla pubblicità, è indispensabile portare l`età minima per il consumo da 16 a 18 anni. Ma non ci sono solo i giovani fra i «nuovi bevitori». La ricerca ha individuato fra le categorie a rischio anche gli anziani, con il 32% degli over 65 che tende all`abuso di alcol, mentre uno studio del Centro di riferimento alcologico della regione Lazio ha mostrato che il 52% delle donne incinta non rinuncia a uno o due bicchieri, mentre il 15% di loro eccede mettendo a rischio la salute del figlio.


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