29 Ottobre 2020

Bonus vacanze Un flop prevedibile

Gentile direttore, il “bonus vacanze”, tanto caro al nostro concittadino Dario Franceschini si è rivelato un mezzo fallimento dato che solo una minima parte delle risorse stanziate dal Governo è stata utilizzata questa estate dagli italiani per le proprie villeggiature nei luoghi di vacanza. Lo ha affermato il Codacons alla fine di agosto, sottolineando come solo poco più dell’ 8% dei fondi messi a disposizione dall’ esecutivo sia stato effettivamente speso dai cittadini. Per l’ associazione a decretare il flop del bonus vacanze, prima di tutto, una procedura macchinosa e complessa per richiederlo che ha spinto molte famiglie a rinunciare all’ incentivo. A mio avviso l’ errore di base consiste proprio in una procedura cervellotica che solo qualche consigliere di Franceschini in stato di ebbrezza poteva individuare. Per fruire del “bonus vacanze”, infatti, occorreva (e occorre) richiedere lo Spid, richiedere l’ Isee (con i patronati ingolfati) e trovare un albergatore disposto ad accettare il bonus vacanze. Non riesco a capire perché non si è scelta la via più semplice, suggerita anche da vari operatori: consentire la detrazione fiscale delle fatture rilasciate dagli alberghi, utilizzando tale detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, come si fa con gli scontrini dei medicinali. In tal modo, fra l’ altro, si sarebbe combattuta anche l’ evasione fiscale. Ma evidentemente si trattava di una soluzione troppo semplice e priva di complicazioni. Giustina Ferrari

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