8 Novembre 2021

Bonus terme, partenza flop: il click day delle prenotazioni fa crollare la piattaforma di Invitalia

Di certo non la partenza che tutti si aspettavano. Le prenotazioni per il bonus terme, che partivano oggi sulla piattaforma di Invitalia ‘padigitale.invitalia.it’, sono state interrotte per i troppi click dei cittadini e il susseguente down del sito.
A comunicarlo è stata la stessa Invitalia, la società guidata dall’ex commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri, che ha sottolineato anche come le prenotazioni riprenderanno domani alle 12. Una sospensione legata a “motivi tecnici, dovuti all’alto numero di accessi registrati fin dall’avvio della sua attività”, scrive la società pubblica in una nota.
Un crollo dovuto all’elevato numero di accessi: una piattaforma era destinata esclusivamente agli enti termali (circa 500) ed era quindi stato progettato considerando un numero di utenti fino a dieci volte maggiore.
Una piattaforma e un click day bocciati da Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto: “Il provvedimento ha avuto molto successo, e tutta la categoria l’ha accolto con grande favore, così come i nostri clienti che ancora una volta hanno sancito il primato del Veneto a livello europeo come polo termale – rileva all’Adnkronos -. Il problema, però, è che se affidiamo le opportunità ad infrastrutture che all’avvio della procedura crashano siamo sempre punto e a capo. Il salto di qualità non lo abbiamo soltanto nell’immissione di misure che sono chiaramente positive, ma quando i meccanismi funzionano”.
Ma il flop del click day in realtà non è l’unico problema segnalato riguardo il bonus terme. Il Sole 24 Ore scrive infatti che la misura, 53 i milioni di euro stanziati, sarebbe già “quasi tutta esaurita”.
Già ieri, prima quindi del click day, molti centri termali dopo l’accreditamento sul sito di Invitalia, avevano già aperto le pre-prenotazioni invitando i cittadini alle iscrizioni: il click day sarebbe stato solo un formalismo per le aziende che devono farne richiesta. Il problema era infatti la discordanza rispetto a quanto scritto sul sito del Mise e di Invitalia: da una parte il ministero invitava a prenotarsi a partire dall’8 novembre; mentre su Invitalia veniva dato il via libera alle richieste contattando direttamente i centri inseriti nella lista.
A stroncare l’iniziativa del governo Draghi e affidata ad Invitalia è anche il Codacons. L’associazione dei consumatori rileva che il bonus “non solo è stato concepito male, ma è partito col piede sbagliato, portando oggi Invitalia a sospendere le prenotazioni“. Secondo il presidente Carlo Rienzi l’incentivo era infatti “errato già nella fase di concepimento perché non prevede limiti legati all’Isee, e proseguito ancora peggio dal momento che molte strutture sarebbero già in overbooking e non raccoglierebbero più prenotazioni“. Questo perché i centri termali, subito dopo l’accreditamento sulla piattaforma di Invitalia, “hanno iniziato a raccogliere le richieste di incentivo da parte dei cittadini, e hanno chiuso le pre-prenotazioni ancora prima della partenza ufficiale di oggi, avendo ricevuto un elevato numero di adesioni“, conclude Rienzi.

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