11 Settembre 2013

Bonus maturità addio ma il Codacons vuole ricorrere al Tar

Bonus maturità addio ma il Codacons vuole ricorrere al Tar

SUBITO LA REPLICA DEL MINISTRO CARROZZA: «ABOLIRE IL PREMIO È STATA LA SOLUZIONE PIÙ EQUA» IL CASO ROMA Dopo la cancellazione, i ricorsi. Il bonus maturità è stato appena abolito dal Consiglio dei ministri (lunedì, con il decreto legge sulla scuola) che l’ associazione dei consumatori Codacons preannuncia di aver preparato un corposo ricorso al Tar del Lazio (quello competente in materia per tutta Italia). LA DOTE DEGLI STUDENTI Il bonus maturità è il premio ricavato dal voto di diploma, ed era una “dote” che gli studenti portavano con sé nell’ affrontare i testi di preselezione per i corsi di laurea a numero chiuso. Ricavato dal voto di diploma, ma con alcuni (e complicati) correttivi che dovevano, nelle intenzioni degli esperti del ministero dell’ Istruzione, andare a bilanciare la differenza nella media dei voti tra le diverse commissioni d’ esame. Il risultato però è stato che nella stessa scuola, a parità di voto, c’ era chi aveva il premio e chi no, solo perché le commissioni erano diverse. IL PROVVEDIMENTO Così il bonus è stato cancellato. Un’ intenzione che lunedì è stata ufficializzata come “operativa” già quest’ anno. Ma la macchina dei test era già in moto, decine di migliaia di studenti avevano già affrontato i quiz con la consapevolezza di partire avvantaggiati o svantaggiati dai “punti premio”. «Impugneremo anche il provvedimento con cui l’ esecutivo ha deciso di cancellare il bonus maturità ?fa sapere il Codacons -. Indipendentemente dalla validità di tale sistema, assai lacunoso e contestato dagli stessi studenti, appare evidente come un cambiamento delle regole a esami avviati determini un danno per quei candidati che, nell’ affrontare i test di ingresso alle facoltà universitarie, avevano fatto affidamento proprio su tale bonus». «Il ministero ha fatto i conti, ma comunque abbiamo ritenuto che l’ abolizione del bonus maturità da quest’ anno fosse la soluzione più equa», ha replicato il ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza, lasciando intendere che il rischio dei ricorsi fosse stato attentamente valutato. RISCHIO CAOS Il rischio è il caos nelle classifiche di accesso alle Università, che si sdoppieranno tra classifiche riconosciute e potenziali. «Bisogna tutelare chi verrà penalizzato dal cambio di regole in corsa», concorda Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’ Udu, Unione degli universitari. E preannuncia anche lui una valanga di ricorsi, questa volta sui quiz: «Stiamo raccogliendo tutte le segnalazioni delle irregolarità durante i test. Le scorrettezze più grosse – sostiene Orezzi – sono state registrate ad Ancona e Firenze ma abbiamo segnalazioni di irregolarità anche per i test di Napoli, Roma, Salerno, Chieti, Pisa, Catanzaro e Padova». A. Cam. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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