28 Maggio 2014

Bonus Irpef, ecco gli ottanta euro in busta paga

Bonus Irpef, ecco gli ottanta euro in busta paga

Gli 80 euro netti spettano (al momento fino a dicembre) a chi ha redditi annuali tra 8 e 24 mila euro lordi e lavora per l’ intero anno. Se il reddito supera i 24mila, il bonus si riduce fino alla soglia di 26 mila. …San Paganino ha portato ieri nelle buste paga anche dei lavoratori del settore privato gli 80 euro previsti dal decreto legge Irpef, meglio noto come «bonus Renzi». Una cifra destinata fino a questo momento solo ai lavoratori dipendenti – quelli pubblici lo hanno ricevuto lo scorso 23 maggioe solo fino alla chiusura del 2014. Il fine ultimo è quello di spingere i consumi. Ma il provvedimento potrebbe presto essere esteso ad altre fasce, con redditi superiori. In Senato si voterà l’ estensione Il dl Irpef è in attesa dell’ approvazione in Senato, dove potrebbe subire delle significative variazioni «al rialzo» rispetto al testo licenziato dalla Camera. Il bonus potrebbe essere esteso anche alle famiglie monoreddito con almeno 3 figli. Ncd, con il suo leader Angelino Alfano, nei giorni scorsi ha poi annunciato alcuni suoi emendamenti: «Faremo due grandi battaglie a favore delle partite Iva e degli autonomi e delle famiglieha detto Alfano-, vogliamo l’ introduzione nel decreto Irpef del fattore famiglia: 1.500 euro di reddito oggi sono il parametro, senza prendere in considerazione i figli. Noi vogliamo alzare quella soglia a 1.800 di stipendio per chi ha due figli, a 2.200 per chi ne ha tre e a 2.600 per chi ne ha quattro». Alfano ha poi annunciato una «franchigia di circa 3000 euro sull’ Irap per piccole e piccolissime imprese» e l’ estensione «degli 80 euro di bonus non solo ai lavoratori dipendenti, ma anche agli autonomi con situazione reddituale uguale ai dipendenti. Si tratta di proposte attuabili, dalle grandezze compatibili con il decreto». A chi spetta e a chi no Il bonus- che prevede anche la tredicesima e viene riconosciuto in busta paga – fa parte del decreto sulla Spending Review e presenta questa dicitura: «Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti ed assimilati». Gli 80 euro netti spettano (al momento fino a dicembre) a chi ha redditi annuali tra 8 e 24 mila euro lordi e lavora per l’ intero anno. Se il reddito supera i 24mila, il bonus si riduce gradualmente fino alla soglia di 26 mila. Il 23 maggio lo hanno già ricevuto circa 786 mila impiegati statali. Da ieri tocca a tutti gli altri. Inizialmente il provvedimento avrebbe dovuto riguardare in tutto circa dieci milioni di italiani, lavoratori dipendenti e alcuni redditi assimilati. Successivamente, una circolare applicativa dell’ Agenzia delle Entrate ha stabilito che gli 80 euro spettano anche ai cassintegrati, ai disoccupati che percepiscono l’ indennità e ai lavoratori in mobilità. Tra le novità anche il fatto che le somme percepite come incremento della produttività, tassate al 10%, non concorrono ai fini del bonus. Per riceverlo non è necessario inoltrare alcuna procedura: è dovere del datore di lavoro rilevare la spettanza, procedere al calcolo ed erogare automaticamente l’ aumento. Calcolo fai -da -te Per chi ha un reddito tra 24 e 26 euro, alcuni commercialisti hanno però ravvisato nelle buste paga alcuni errori nel calcolo del bonus, che può essere fatto anche a casa. La formula per conoscere l’ importo è la seguente: sottrarre a 26.000 il proprio reddito complessivo (ad esempio 26.000 meno 25.000), dividere il risultato per 2.000 e moltiplicare il numero ottenuto per 640. Si avrà l’ importo totale del bonus per i prossimi 8 mesi. Diverso il caso in cui non si lavori per tutto l’ anno: se ad esempio un lavoratore il cui reddito complessivo è di 22mila euro e ha svolto 120 giorni di lavoro nel 2014, avrà diritto a un credito pari a 210,41 euro (640 diviso 365, risultato moltiplicato per 120). Codacons critico «Per una decisiva ripresa dei consumi, il bonus da 80 euro introdotto dal governo Renzi non appare ancora sufficiente – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Certo potrà aiutare le famiglie a togliersi ogni tanto uno sfizio, ma considerata la forte perdita del potere d’ acquisto subita dai cittadini negli ultimi anni, servono ben altre misure per spingere in alto gli acquisti e far ripartire l’ econo.

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