«Bonus fiscale e concorrenza. Così si raffreddano i prezzi»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ROMA ? E` certo che il 16 settembre sarà una giornata storica. Il terzo sciopero dei consumatori, dopo quelli del 5 luglio e del 12 settembre 2002, farà registrare dei risultati clamorosi perché l`aumento esagerato dei prezzi ? sottolinea ? è sotto gli occhi di tutti, e grava in maniera pesante sui bilanci delle famiglie italiane. Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, l`Associazione di consumatori che, con Adoc, Codacons e Federconsumatori, fa parte dell`Intesa dei consumatori, denuncia la corsa ingiustificata ai rincari e chiede al governo di intervenire. Come? Basterebbero già poche, incisive misure: un bonus fiscale di 1.500 euro per ogni famiglia con redditto inferiore ai 16mila euro l`anno; il blocco delle tariffe; la liberalizzazione delle professioni, a cominciare dai notai, «oggi solo in quattromila a spartirsi una torta di miliardi», imponendo onorari sempre più alti.
Lannutti, si aspetta una grande adesione allo sciopero del 16 settembre?
«Agli altri due scioperi da noi indetti, è stato calcolato che hanno aderito 10 milioni di cittadini che si sono astenuti dall`andare al bar, dal fare la spesa. Noi riteniamo che questo terzo sciopero della spesa avrà un impatto ancora maggiore, date le grandi adesioni ricevute, da quella delle altre associazioni di consumatori a quella delle organizzazioni sindacali. Sarà una giornata storica per i consumatori, che non ce la fanno più perchè i loro redditi sono stati letteralmente saccheggiati. I commercianti ci hanno marciato, in maniera indubitabile».
A partire dall`introduzione dell`euro?
«E da prima ancora. I commercianti nelle conversioni hanno, da subito, arrotondato al rialzo. Abbiamo fatto una battaglia dura e ci siamo guadagnati l`accusa di essere euroterroristi. Noi invece non siamo contro l`euro, anzi. Purtroppo è stato un pretesto per tutti, per fare aumenti. Oggi anche Giuliano Amato afferma che oramai le vecchie mille lire sono un euro. In tutti i settori c`è stato il libero arbitrio, senza nessun controllo: dal settore bancario alle assicurazioni, dai bar ai ristoranti, dagli alberghi al settore alimentare. E poi anche il nuovo codice della strada comporterà altre spese: i giubbotti catarifrangenti costeranno mille miliardi delle vecchie lire; i fari accesi di giorno (che in Italia non servono a nessuno), costeranno anche questi, per il materiale che si consuma, altri 30 euro l`anno ad automobilista. Per non parlare dei raddoppi delle multe per divieto di sosta. Abbiamo calcolato che al 31 dicembre 2002, una famiglia spendeva 23.480 euro per vivere un anno; al 31 gennaio 2004 la cifrà sarà di 26.297 euro, con un aumento di 2.817 euro in 13 mesi, dovuto ad aggravi in tutti i settori».
Che cosa chiedete al governo?
«Innanzitutto un bonus fiscale di 1.500 euro per ogni famiglia con reddito sotto i 16mila euro l`anno. Il governo dovrebbe sborsare 18-20 milioni di euro per fare ripartire i consumi. Potrebbe ricavarli dalla privatizzazione di alcune aziende pubbliche. Il governo dovrebbe poi liberalizzare le professioni, dai notai ai farmacisti. In Italia dobbiamo pagare il `pizzo` ai notai anche per il passaggio di proprietà di un`auto. E ancora, il governo dovrebbe controllare i prezzi. Già un anno fa, dopo gli scioperi della spesa, chiedemmo a Berlusconi di bloccare l`aumento delle tariffe. Fece soltanto un finto blocco delle tariffe Enel. In un momento come questo non si deve consentire l`aumento dei pedaggi autostradali, così come lo richiede il ministro Lunardi, per fare investimenti per le infrastrutture. Altra cosa: finalmente cercare di fermare la speculazione sui prezzi, che c`è stata ed è evidente. Si potrebbe, con un semplice atto amministrativo, imporre che, qualsiasi merce si venda, sia precisato anche il prezzo pagato all`ingrosso: questo per evitare che merci pagate 20 centesimi di euro al chilo, come le pesche, vengano rivendute a 4 o 5 euro al chilo».
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