11 Marzo 2012

Bonifica, il parroco presenta ricorso ma il giudice di pace glielo respinge

Bonifica, il parroco presenta ricorso ma il giudice di pace glielo respinge

di GIULIO PANZANI NON C’ È solo il Consorzio del Padule, a Fucecchio, ad inviare bollette contro le quali si stanno presentando i ricorsi. A San Pierino, unica frazione d’ oltrarno, c’ è quello della Valdera che tassa ugualmente tutti i proprietari sia di case che di terreni. Un’ imposta per lo piu’ non dovuta dal momento che gli interventi dell’ ente, quando vengono effettuati, si limitano di solito allo sfalcio dell’ erba di qualche fosso. Non certo dell’ ormai famigerato Rio di Macone, che arriva da San Miniato e raccoglie gli scarichi dell’ area ovest di quella che è la frazione piu’ popolosa del territorio. Questo non viene affatto manutenzionato come dovrebbe se è vero che oltre ad essere una vera e propria fogna a cielo aperto che s’ immette nell’ Arno senza alcuna forma di depurazione, è perennemente invaso sia dal verde spontaneo che da fogliame vario che rendono piu’ difficile il deflusso dei liquami. Con il risultato che il livello si alza con i conseguenti sversamenti, cattivi odori, proliferazione di zanzare, presenza di ratti ed altro. Cosi’ c’ è chi stanco di pagare per una regimazione idraulica che non viene effettuata si sta organizzando per fare anche qui sempre tramite Condacons, l’ associazione consumatori che ha sede a Fucecchio presso la Misericordia di corso Matteotti, quanto necessario per essere cancellato dai ruoli dei contribuenti. Una prima iniziativa è partita addirittura dal parroco, don Luigi Polidori, che si è rivolto al giudice di pace contestando il potere impositivo di un organismo che non effettua alcun intervento che giovi in maniera diretta alle proprietà parrocchiali. Sennonché il giudice di pace ha rigettato l’ istanza dichiarandosi incompetente. ?I ricorsi, che si possono fare solo dopo che non avendo pagato il bollettino sia arrivata la cartella da Equitalia ?spiegano gli avvocati Sabrina Ramello e Fausto Giglioli, di Codacons- devono essere indirizzati alla commissione tributaria provinciale competente insieme una perizia che dimostri come le opere di bonifica consortili non abbiano prodotto beneficio per i beni sottoposti a contribuzione?. A fronte di un esito sfavorevole per il ricorrente, si puo’ proseguire l’ opposizione nei vari altri gradi di giudizio. Un iter laborioso e che comporta delle spese anche se Codacons applica tariffe molto modeste. Con l’ imminente revisione degli estimi catastali, d’ altra parte, anche il balzello dei Consorzi aumenterà essendo legato a queste ultime. Il che sta seriamente motivando i contribuenti che sempre piu’ numerosi si ritengono tassati ingiustamente.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox