Bondi resti in Parmalat
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
MILANO “Qualunque persona di buon senso gli avrebbe chiesto di restare, lui ha risposto positivamente e mi auguro che ci sia analoga reazione da parte degli azionisti“. Così il ministro alle Attività Produttive Claudio Scajola, elogiando il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, ha implicitamente invitato gli azionisti italiani e in particolare ovviamente investitori istituzionali e le banche a fare un fronte unico in vista dell`assemblea del 7 novembre (l`8 in seconda convocazione). Banche che, secondo gli analisti ascoltati dal Financial Times, avrebbero il 27% del capitale, mentre quelle straniere sono in possesso di un sicuro altro 9%. Questo mentre fondi e investitori anglosassoni che hanno chiesto esplicitamente a Enrico Bondi di restare al timone (Harbert, Cerberus, York più un` altra quindicina con quote minori) hanno un`altra porzione tra il 10 e il 15%, o forse anche di più visto che gli ex obbligazionisti anglosassoni sono stati i primi a chiedere l`intervento di Lehman Brothers per mettere in piedi una lista capitanata dallo stesso già commissario straordinario. In pratica, mentre si avvicina l` assemblea, si vanno facendo più chiari i rapporti di forza e le possibili alleanze, mentre il titolo continua tutto sommato ad essere ben rastrellato in Borsa, dove ieri è passato un altro 0,7% del capitale chiudendo, però, in calo del 2,31% a 2,32 euro. Il punto è che la posizione delle banche italiane non è similare per tutte. Capitalia, che ha il 5,5% di Collecchio, potrebbe essere interessata ad avere Bondi alla testa del gruppo dal momento che il contenzioso legale che Bondi ha nei suoi confronti è tutto sommato inferiore a quello di altri istituti. Anche Intesa ha già “transato“ con Parmalat alcune richieste, ma rimane però azionista della concorrente Granarolo – che ha da tempo pronta l` Opa da lanciare su Collecchio – con il 20%. Insomma, le posizioni delle banche italiane sono variegate, in questi giorni vi sono contatti fra esse per vedere se è possibile riuscire a non scontrarsi in assemblea, ma la presentazione delle liste per il cda scade presto, a fine ottobre. Di conseguenza, da molte parti – informano fonti bancarie – ci si aspetta una mediazione che dovrebbe essere affidata in mano a Mediobanca. Perché Piazzetta Cuccia è tradizionalmente la naturale stanza di compensazione delle problematiche della finanza italiana e delle banche e perché non è azionista di Parmalat di cui è stata advisor per il ritorno in Borsa. Intanto, un secco no alla riconferma di Bondi è giunto dall`Intesaconsumatori.
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