21 Maggio 2010

“Bond, non accettate accordi”

«Con i bond argentini sta succedendo di tutto. Le banche a Modena stanno chiamando a casa tutti quelli che hanno comprato i titoli tossici dal Sudamerica e propongono dei cambi con obbligazioni proprie. Attenzione: non permettono mai di portare a casa i moduli per esaminarli con calma e coi propri legali. Sotto c’ è una manovra che punta a fregare ancora i consumatori». E’ scatenato Fabio Galli mentre raccoglie la documentazione sull’ ennesima «manovra truffaldina», come la chiama lui, nei confronti dei risparmiatori. Il responsabile modenese del Codacons segue un centinaio di vertenze in tribunale; in un dossier ci sono decine di segnalazioni di pratiche scorrette e secondo lui al limite della legalità, con cui le banche offrono transazioni per i titoli di stato argentini mai risarciti. «Nella quasi totalità dei casi – spiega – si tratta di piccoli risparmiatori che avevano messo le loro sostanze credendole al sicuro, garantiti delle loro banche. Dopo il crac però hanno negato in tutte le sedi ogni rimborso. In questi mesi però stanno arrivando puntualmente, una dopo l’ altra, sentenze della magistratura, anche a Modena, in cui le banche vengono condannate a ripagare i risparmiatori sino all’ ultimo centesimo. E allora gli istituti di credito che fanno? Ve lo spiego con un esempio semplice semplice». Galli si ferma un attimo per riprendere fiato e poi riparte indignato e senza esitazioni. «L’ ultimo caso è di ieri – racconta – Una signora di 76 anni è arrivata al Codacons col suo caso. Il marito, prima di morire, era andato in banca e aveva sottoscritto una transazione per conto della moglie. Si è fidato del funzionario della banca che gli prometteva la soluzione a portata di mano: 1200 euro subito e i 23 mila euro di bond restituibili fra 24 anni, nel 2034, pagati con obbligazioni della stessa banca. Se la signora sarà ancora viva avra 100 anni: è questo il modo delle banche di restituire i soldi? Gli unici a guadagnarci sono loro, perchè così evitano la causa e il risarcimento. Bene, occorre sapere che accordi capestro come questo possono sempre essere citati in giudizio e ottenere per via legale il rimborso che arriva in tempi brevi». «In molti modi le banche cercano di evitare le loro responsabilità – aggiunge il presidente regionale del Codacons, l’ avvocato Barbieri – Imbrogliano i clienti dicendo che sono passati 10 anni dalla data di acquisto dei bond e quindi non sono possibili azioni legali, mentre quel termine scatta dal 2001, quando c’ è stato il crac: i risparmiatori perciò hanno tempo di chiedere indietro i soldi sino al dicembre 2011. Nascondono poi il fatto che chi ha già fatto il concambio dei titoli può comunque avanzare il risarcimento e così pure se c’ è un accordo tra banca e Stato argentino. Non firmare mai nessuna carta e chiedete a casa i documenti: in caso di dubbi chiamate il nostro numero verde: 800 05 08 00».

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