3 Giugno 2004

Bond argentini, no dei creditori alla nuova offerta





ROMA Non piace ai risparmiatori italiani l?«ultima offerta» del governo argentino sui bond non più restituiti dopo il crack di fine 2001. Una partita da 81,2 miliardi di dollari, il 15,6% dei quali in possesso di circa 400 mila investitori del nostro Paese. Buenos Aires ha finalmente messo le carte in tavola: il ministro dell`Economia, Roberto Lavagna, ha confermato, con qualche aggiustamento, il taglio del 75% del valore nominale, già anticipato il settembre scorso a Dubai.
Alla luce dei recenti ed inaspettati progressi dell`economia argentina (il Pil del 2003 è aumentato dell`8,7%), e in seguito alle pressioni del Fondo monetario internazionale, dei governi del G7 e, ovviamente, dei creditori, Lavagna, rispetto a nove mesi fa, ha però annunciato una novità: il riconoscimento degli interessi sui bond maturati e a loro volta non pagati.
Anche se con un risvolto inedito rispetto ad altri rimborsi di debiti in default: gli interessi, infatti, non saranno pagati in contanti, ma il loro ammontare verrà conteggiato nei nuovi bond. E c?è un?ulteriore particolarità: se il pacchetto appena offerto verrà accettato da almeno il 70% dei creditori, l` Argentina riconoscerà gli interessi maturati fino a tutto giugno di quest`anno, circa 23 miliardi di dollari; in caso contrario, riconoscerà solo quelli accumulati al 31 dicembre scorso, pari a 18,2 miliardi di dollari. In pratica, nel primo caso si emetteranno nuovi buoni per 43,2 miliardi di dollari, nel secondo per 38,5 miliardi di dollari.
La nuova proposta, come si diceva, non è piaciuta agli interessati, cioè i creditori. «Non è accettabile né nella forma né nella sostanza», affermano in una nota i due co-presidenti del Gcab (Comitato globale dei bondholders Argentina), Hans Humes e Nicola Stock che si dichiarano «estremamente delusi».
In Italia, tra le associazioni di consumatori Codacons parla di «elemosina inaccettabile e offesa ai risparmiatori, mentre per Adusbef l?offerta è «inaccettabile».

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