9 Novembre 2010

Bond argentini, Carisbo condannata Le “gravi violazioni” costano 8 mila euro

Esulta il Codacons Le motivazioni depositate in questi giorni «potranno essere fatte valere anche nei futuri giudizi» Carisbo dovrà risarcire 8.000 euro a un cittadino bolognese incappato nei bond argentini perché ha commesso «gravissime violazioni del mandato». Lo hanno scritto i giudici del Tribunale civile di Bologna (Fiametta Squarzoni, Antonella Palumbi e Bianca Gaudosio) nelle motivazioni della condanna inflitta nella primavera scorsa alla banca bolognese, responsabile di non aver sufficientemente informato il risparmiatore dei rischi di quei titoli. Per il Codacons, che dal dicembre 2006 ha avviato oltre 300 battaglie legali in Italia (per perdite legate a bond argentini, Cirio, Lehman brothers), le parole dei giudici sono l’ ennesima vittoria. A maggior ragione perché, di queste 300 azioni legali, «solo in un caso c’ è stata una pronuncia negativa, tra l’ altro per un errore nella redazione di un atto – ha spiegato il vicepresidente nazionale dell’ associazione dei consumatori, Bruno Barbieri – mentre tutte le altre hanno avuto esito positivo nel termine medio di sei mesi dall’ avvio dell’ azione giudiziaria». «I risparmiatori – ha continuato Barbieri- devono sapere che i 10 anni di prescrizione partono dalla data del default e non da quella dell’ acquisto del titolo», come talvolta le banche hanno tentato di far loro credere «affermando falsamente che erano scaduti i termini di prescrizione». Per i bond argentini la prescrizione arriverà solo a dicembre 2011 e le motivazioni depositate in questi giorni «potranno essere fatte valere anche nei futuri giudizi». Nel provvedimento, spiega il Codacons, si ribadisce che la tutela del risparmio deve prevalere sul profitto degli intermediari finanziari. I giudici hanno lamentato la mancata consegna al risparmiatore dell’ informativa scritta sui rischi dell’ investimento. Per i giudici, Carisbo è responsabile di «violazioni gravissime del mandato», che in quanto tali «giustificano una risoluzione del contratto con diritto al rimborso ed al risarcimento danni a favore dell’ investitore». In altre sentenze precedenti poi, il Tribunale di Bologna aveva giudicato insufficienti le clausole inserite nell’ ordine di acquisto che indicavano, in modo generico, l’ esistenza di un rischio. Non bastano «clausole di stile», si legge nella nota del Codacons, la banca deve fornire «vere e proprie ed esaurienti informative».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this