15 Giugno 2008

Bond argentini, attenti alla trappola

Bond argentini, attenti alla trappola
Il Codacons lancia l`allarme: dalle banche un`azione di rivalsa

Il Codacons regionale, tramite Bruno Barbieri, rende nota una procedura praticata da alcune banche che hanno venduto quelle obbligazioni senza informare i risparmiatori dei rischi possibili: ora sollecitano i clienti a firmare “in malafede“, commenta il Codacons, alle loro vittime una delega per agire contro la Repubblica Federale Argentina. Prima avvertenza dell`associazione dei consumatori: “Questo non è in nessun modo un impedimento all`azione contro la banca stessa“. Secondo avvertimento: “Queste azioni giudiziarie seguono in rito societario e a volte si concludono nel giro di pochi mesi dall`avvio con atti di transazione o, in assenza di accordo, sono destinate a concludersi con tempi medi pari a due anni“. Il Codacons invita tutti gli interessati in Emilia-Romagna che hanno bond argentini da non più di dieci anni – anche se hanno accettato il concambio dei vecchi bond con quelli nuovi – “ad agire immediatamente contro la banca per recuperare i soldi collegandosi col sito (www.codacons.it oppure www.bondargentini.codacons.it). L`informazione è importante, spiega il Codacons, perché le speranze di ottenere un equo rimborso dei soldi si dilatano in tempi lunghi e a vantaggio delle banche. “In realtà – spiega Fabio Galli del Codacons di Modena – è meglio agire direttamente con azioni contro le banche“. Lo dimostra l`esperienza, spiega Galli: “A Modena sui circa 100 casi da noi trattati, tranne qualcuno ancora in corso, possiamo dire che i risultati sono buoni. Del 75% delle pratiche chiuse, si va da un rimborso del 70% se sussiste qualche dubbio sulla buonafede fino al 100% più le spese giudiziarie per chi ha ottenuto pienamente ragione“. Il Codacons poi denuncia un`altra pratica delle banche, illegale più che scorretta: “L`esame delle pratiche sottoposte al Codacons denota un preoccupante dato legato all`elevato numero in percentuale di firme false riscontrate e periziate come tali sui contratti di acquisto o sulla restante documentazione a corredo dell`operazione finanziaria e dall`altro un grave fenomeno di disinformazione di alcuni istituti di credito o filiali che ai risparmiatori che chiedono copia dei documenti relativi agli acquisti dei bond argentini per verificare la possibilità di agire contro la banca. Si sentono rispondere che ormai è passato troppo tempo e che non possono fare più nulla in quanto hanno aderito all`azione collettiva contro l`Argentina ovvero perché non hanno accettato il concambio. Tutto questo non è vero“, conclude il Codacons regionale.

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