7 Settembre 2011

Bond argentini, a Carpi c’è chi canta vittoria

Bond argentini, a Carpi c’è chi canta vittoria
  Donna recupera i 100mila euro di capitale investito più gli interessi 
 

 Una cliente della Cassa di risparmio di Carpi, ora confluita in Unicredit, ha ottenuto dal Tribunale di Bologna pieno risarcimento per aver investito, il 26 gennaio 2000, 100mila euro in titoli di Stato argentini.
Ne ha dato notizia il Codacons Emilia-Romagna.
L’associazione ha assistito la donna nella causa, conclusasi (salvo ulteriori gradi di giudizio) con la sentenza del Tribunale di Bologna numero 2137 del 2011.
Nella controversia, la parte convenuta non era ovviamente lo Stato argentino, contro cui migliaia di risparmiatori del Belpaese, dove i bond erano stati venduti a man bassa, pure hanno ingaggiato una lunga battaglia.
Si tratta piuttosto della battaglia giudiziaria parallela, quella che le associazioni dei consumatori hanno condotto contro le banche italiane, accusandole di aver collocato prodotti rischiosi senza fornire alla clientela adeguate informazioni: non è stata una class action, istituto introdotto soltanto dopo il default di Buenos Aires, ma gli effetti di queste azioni legali sono certo stati importanti.
Nel caso della sentenza 2137, poiché la donna si era decisa per le carte bollate solo nel 2008, la parte convenuta non era nemmeno la Cassa di Carpi, quanto il gruppo che intanto l’ha assorbita.
«Il Tribunale», si legge nella nota del Codacons di ieri, «ha riconosciuto del tutto insufficienti le informative relative al rischio collegato ai bond Argentina date all’atto dell’acquisto alla risparmiatrice, considerando tale mancanza tanto grave da giustificare la risoluzione del contratto di acquisto».
Come se quelle obbligazioni non fossero mai state sottoscritte, insomma: il giudice ha quindi ordinato a Unicredit, spiega ancora il comunicato, «la restituzione dell’intera somma (100mila euro, ndr) oltre interessi legali dalla data dell’azione giudiziale al saldo, decurtata delle sole cedole percepite dal risparmiatore (nel caso di specie una sola nell’anno 2001)».
La banca è stata inoltre condannta «al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 7.544 oltre Iva al 20% e Cassa Avvocati al 4%».
Ma soprattutto, per il Codacons, c’è un dettaglio della sentenza che deve rallegrare i risparmiatori: «Il non aver aderito alla Ops, con conseguente minor valore dei titoli che tornano oggi nella disponiblità della banca», spiega sempre la nota, «non può essere considerato, come aveva invece sostenuto Unicredit spa in corso di giudizio, un motivo valido per diminuire l’entita del rimborso al risparmitore».
L’Ops è la «offerta pubblica di scambio» con cui per due volte, nel 2005 e nel 2010, ai sottoscrittori di bond dell’Argentina sono stati offerti nuovi titoli di Stato, con diverse scadenze e redimenti.
Delle due Ops e della lunga battaglia tra Tfa e Argentina si dà conto nell’articolo sottostante.
 

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