8 Febbraio 2005

Bond Argentina, risparmiatori chiamano la Consob

Bond Argentina, risparmiatori chiamano la Consob
Appello di oltre mille piccoli investitori per bloccare l`offerta di scambio e impedire la blindatura della proposta

E` slittata, probabilmente a oggi, la comunicazione settimanale delle adesioni al concambio sui bond argentini in default al 4 febbraio 2004. Così come la chiusura dell`offerta per il concambio dei bond in default resta il 25 febbraio. Le due notizie sono arrivate ieri – dopo una rincorsa di voci che davano per prossima la proroga dei termini per poter aderire all`offerta di concambio del debito estero privato in default. La notizia è trapelata nel quadro di un clima di attesa determinato dal fatto che il ritmo di adesioni allo swap proposto dal ministro dell`economia Roberto Lavagna è abbastanza lento, e nel complesso attualmente si collocherebbe in una forchetta fra il 29 ed il 32% del totale. Intanto domani si svolgerà una seduta speciale della Camera in cui sarà convertito definitivamente in legge il testo che blinda l`offerta argentina, che comporta un taglio del debito di circa il 70%, e che sottrae al governo ogni possibilità di modificare l`offerta. Categorica, invece, la smentita del governo argentino: «Sono speculazioni del mercato che non meritano alcun commento», ha precisato la fonte del governo. Sull`offerta argentina, comunque, non si placa l`ira dei piccoli risparmiatori italiani. L`offerta pubblica di scambio dei bond argentini «si sta rilevando un flop ancor più clamoroso di quanto messo in conto dal governo argentino – sottolinea l`Intesa dei consumatori, che riunisce Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori – vista l`adesione inferiore al 30% e le dichiarazioni del ministero dell`economia argentino». Ma sul piede di guerra ieri è sceso anche Comitato creditori Argentina, che raccoglie oltre 1.000 obbligazionisti italiani. La richiesta è diretta alla Consob: «Sospendere immediatamente con provvedimento cautelare l`offerta di scambio proposta dalla repubblica argentina» e bloccare il progetto di legge con cui Buenos Aires sta tentando di blindare il concambio, che vieta qualsiasi proroga all`offerta pubblica di scambio (ops), viola «le previsioni di legge e le norme regolamentari espressamente stabilite dall`autorità (la Consob, ndr)». I legali del Comitato hanno chiesto alla Consob anche la «decadenza della offerta di scambio» e chiedono un «immediato intervento» della Commissione. Intanto, nuova condanna per un istituto di credito italiano che ha negoziato titoli di Stato argentini. A dover risarcire i propri clienti – due pensionati ultra settantacinquenni – è questa volta la Cassa di Risparmio di Mirandola, alla quale il Tribunale di Mantova ha imposto la restituzione degli 120.000 euro investiti in tango-bond, più gli interessi. Il giudice ha infatti accolto la richiesta del legale dei risparmiatori, Roberto Vassalle, in cui si segnalava la nullità della negoziazione, perchè «nè il contratto di negoziazione nè i singoli ordini di acquisto dei titoli contenevano l`indicazione della facoltà di recesso». In precedenza il tribunale di Mantova aveva già condannato altre due banche a risarcire altrettanti clienti: la prima sentenza, del marzo scorso, ha condannato il Monte Paschi di Siena a pagare 258 mila euro, la seconda del novembre 2004 ha invece imposta a Unicredit la restituzione di 60 mila euro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this