BOND ARGENTINA: IL CODACONS CHIEDE DI SOSPENDERE LA PROCEDURA DI SCAMBIO PROPOSTA DALLA STATO ARGENTINO
IL TAR DECIDERA’ TRA POCHI GIORNI SUL RICORSO CONTRO LA CONSOB COLPEVOLE DI AVER APPROVATO UNO SCAMBIO “BUFALA” I RISPARMIATORI NON DEVONO RINUNCIARE ALLA POSSIBILITA’ DI RIAVERE TUTTI I SOLDI INVESTITI FACENDO CAUSA DIRETTAMENTE ALLE BANCHE
E’ attesa per i prossimi giorni la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons contro la Consob, lo Stato Argentino e la Presidenza del Consiglio in merito all’offerta di scambio proposta a chi sfortunatamente possiede i c.d. tango bond. Le colpe della Consob e della Presidenza del Consiglio, sul fronte della vigilanza del mercato e della tutela degli investitori, sono evidenti, e ampiamente descritte nel ricorso dell’associazione.
La Consob – spiega il Codacons – ha violato il dovere di vigilare sulla trasparenza dei mercati finanziari, sulla correttezza e sulla trasparenza dei comportamenti degli intermediari finanziari, ma anche sulla correttezza delle informazioni che riguardano il mercato, in base a quanto stabilito dal Testo Unico Finanziario. Inoltre, la tutela del risparmio in tutte le sue forme è garantita costituzionalmente ed è pertanto tra i doveri di tutti gli organi dello Stato e soprattutto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’offerta avanzata dallo Stato argentino poi non rispetta le caratteristiche, previste dal Tuf, per l’appello al pubblico risparmio. Pertanto l’Autorità garante avrebbe dovuto sospendere in via cautelare l’offerta, così come prevede la legge. Il prospetto informativo, autorizzato dalla Consob, appare nullo poiché basato su una condizione meramente potestativa. Non è accettabile, infatti, che la circostanza del pagamento o meno dei titoli esistenti dipenda esclusivamente dalla volontà dell’offerente. La proposta della Repubblica Argentina è inaccettabile, inoltre, perché non rispetta i criteri di equità di trattamento tra i creditori, non garantisce ai risparmiatori la certezza del conseguimento del titolo scelto, e non rispetta le effettive capacità di rimborso del Paese che mostra allo stato attuale dati economici positivi. “E’ inaccettabile che le autorità preposte non forniscano, agli investitori che hanno preso una bufala clamorosa con i tango bond, indicazioni corrette sulla proposta dello Stato argentino e su come debbano comportarsi – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – I risparmiatori devono sapere che anche le banche sono responsabili. Queste hanno consapevolmente venduto prodotti finanziari marci e hanno fatto perdere i risparmi di una vita ai loro clienti. Chi ha acquistato questi titoli deve essere informato circa la possibilità di fare causa alla propria banca, e riavere indietro tutti i soldi persi. Sono già numerose le sentenze dei Tribunali che in tal senso danno ragione agli investitori, disponendo rimborsi integrali”.
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