4 Novembre 2011

Bond Argentina, ci sono meno di 50 giorni per rifarsi sulle banche  

Bond Argentina, ci sono meno di 50 giorni per rifarsi sulle banche
  A Bologna il Codacons organizza per protesta un grande tango in piazza. Sfidando il Comune 
 

 In questi giorni, ed era inevitabile, qualcuno ha prospettato per la traballante Grecia una soluzione in stile Argentina 2002.
Sì, proprio così: un bis della vicenda dei famosi, famigerati anzi, Tango-bond.
Ma, come certa stampa ha già fatto notare, l’Ellade ha un’economia del tutto diversa da quella sudamericana.
E poi, se anche una simile strada fosse percorribile, sarebbe lastricata di amarezze: non per il Paese debitore, ma per i suoi creditori.
La botta dei bond argentini è ancora talmente dolorosa per i risparmiatori italiani che oggi a Bologna il Codacons ha organizzato una protesta clamorosa: una grande seduta di tango in pieno centro.
Per l’ironica ballata in piazza della Mercanzia o, in alternativa, in piazza Santo Stefano, l’associazione dei consumatori aveva chiesto formale permesso al Comune di Bologna: ma dall’amministrazione è giunto «il divieto, espresso dopo un mese dalla richiesta», spiega Barbieri.
Che allora è disposto alla disobbedienza civile: il tango si farà lo stesso, improvvisato per le vie vicine alle Due Torri, attorno a mezzogiorno, cioé in pausa pranzo.
Obiettivo? Ricordare che ci sono ancora solo 48 giorni per perseguire le banche che collocarono i bond.
Almeno 60mila risparmiatori italiani, infatti, non hanno aderito alle due magre offerte di rimborso del governo argentino (vedere sotto e grafico); e le speranze nell’arbitrato alla Banca Mondiale sono certo non immense.
E allora il Codacons insiste perché si portino in giudizio le banche italiane, colpevoli, a suo dire, di scarsa trasparenza nelle informazioni fornite sui titoli.
Per farlo, però, c’è tempo fino a prima di Natale: poi, a dieci anni dal default argentino, i collocatori godranno della prescrizione.
Per questo il Codacons invita gli interessati a sbrigarsi nello spedire alle banche una lettera per il rimborso e risarcimento danni, con la dicitura atto interruttivo dei termini prescrizionali.
Agisce forte di una convinzione, Barbieri: «Delle centinaia di giudizi noi promossi, la quasi totalità si è già conclusa con la condanna delle banche».
Che a volte, dunque, preferiscono transare prima delle sentenza.
Ultimo caso eclatante è quello di una cliente dalla Cassa di risparmio di Carpi: proprio il Tribunale di Bologna ha condannato in estate Unicredit, che nel frattempo ha assorbito quell’istituto, ha darle pieno risarcimento per i 100mila euro investiti in Tango-bond il 26 gennaio del 2000.
 

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