15 Aprile 2009

Bond Alitalia, risparmiatori sul piede di guerra

Coinvolti 40mila investitori.  Codacons ricorre al Tar. Rischio denuncia per il Tesoro Air France avrebbe coperto l´85% del valore nominale del prestito, contro il 32% attuale Il sito del governo dice ancora che gli obbligazionisti non saranno abbandonati

MILANO – I risparmiatori italiani si preparano a scendere sul piede di guerra contro la "stangata di stato" dei bond Alitalia. Quasi 270 milioni di obbligazioni in tasca a 40mila investitori che il governo Berlusconi rimborserà al 32%, un tasso inferiore a quello garantito da Buenos Aires ai sottoscrittori dei famigerati Tango bond argentini. L´offerta («molto deludente», dice Graziano Casadei, rappresentante degli obbligazionisti) è stata messa nero su bianco nell´ultimo decreto incentivi: chi ha comprato bond della Magliana confidando in un´azienda a controllo pubblico e nelle rassicurazioni di Silvio Berlusconi – «i piccoli risparmiatori Alitalia non verranno abbandonati», recita ancor oggi il sito dell´esecutivo – sarà rimborsato (in titoli di Stato) solo in minima parte del suo capitale: il 50% del valore dei bond negli ultimi 30 giorni di scambi, vale a dire poco più del 30% del nominale. Molto meno dell´85% che garantiva la tanto vituperata Air France nella sua offerta iniziale per la Magliana. La proposta dell´esecutivo, che per l´operazione ha stanziato 100 milioni, vale solo per un tetto massimo di 100mila euro a persona e gli interessati hanno tre mesi per accettare l´offerta. Piazza Affari e i consumatori – come prevedibile – sono già insorti. Fregati da Tanzi e Cragnotti va bene. Spennati dal governo argentino può starci.  Ma lasciati a secco dallo Stato, azionista di controllo dell´azienda cui si sono prestati i propri soldi, è davvero troppo: la Codacons ha annunciato un ricorso al Tar. Altre associazioni stanno studiando i margini legali per avviare azioni di responsabilità contro gli ex-amministratori Alitalia. Anima Sgr ha promosso una raccolta di deleghe tra gli obbligazionisti in vista dell´assemblea del prossimo 20 aprile, minacciando una causa direttamente contro il Tesoro. Anche se i margini di manovra giudiziari, con le cause contro gli ex-manager che fanno capo al commissario Augusto Fantozzi, paiono piuttosto stretti. Il pressing, però, ha già portato a un primo risultato: aprire qualche crepa in una maggioranza che sulla partita Alitalia – anche in chiave elettorale – ha puntato molto alto. Il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri ha spiegato a "Milano Finanza" che la maggioranza sta verificando «se è possibile reintervenire su questa materia, visto che i risparmiatori hanno aiutato Alitalia in una fase molto critica». I tecnici dell´esecutivo starebbero già valutando se è possibile ritoccare all´insù la percentuale di rimborso. Chi aderisce all´offerta del Tesoro, tra l´altro, perderà ogni diritto nei confronti dell´amministrazione straordinaria che peraltro ad oggi non è in grado ancora di stimare in che percentuale (più o meno del 32%?) sarà in grado di risarcire i creditori quando avrà finito di vendere gli asset della Magliana. Chi invece dovrebbe rimanere a becco asciutto nella parita della Magliana sono gli ex azionisti. Loro, in fondo, hanno investito in capitale di rischio. E come è successo per Parmalat e per Cirio � salvo sorprese � non rivedranno un euro del capitale investito.

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