8 Aprile 2014

Bonaccorsi a sei voti dal quorum all’ ente camerale seconda fumata nera

Bonaccorsi a sei voti dal quorum all’ ente camerale seconda fumata nera

I 33 NOMI DEL PARLAMENTINO DI PALAZZO DELLA BORSA Il Consiglio camerale chiamato a eleggere il presidente della Camera di Commercio è composto da 33 consiglieri. Sono: Fabio Micalizzi, Carmelo Micalizzi, Lorenzo Cusimano (agricoltura e pesca); Antonio Barone, Sebastiano Molino, Salvatore Bonura, Orazio Platania (artigianato); Giuseppe Giansiracusa, Silvia Carrara, Giuseppe Cusumano (servizi alle imprese); Saverio Continella (credito); Antonio Strano (turismo); Angelo Di Martino, Silvio Ontario (trasporti); Angelo Mattone (organizzazioni sindacali); Francesco Tanasi (consumatori e utenti); Luciano Ventura (cooperazione); Domenico Bonaccorsi, Antonello Biriaco, Maria Cristina Elmi, Leone La Ferla (industria); Monica Luca, Gaetano Ponte, Giuseppe Scuderi (servizi alle persone); Domenico Ambra, Antonino Gambonello Barberi, Riccardo Leopoldo Galimberti, Innocenza Lombardo, Salvatore Antonio Politino, Gabriella Vicino, Carmelo Zermo, Antonino Giampiccolo (commercio); Sebastiano Truglio (consulta delle professioni). Dalle stanze di Palazzo della Borsa anche ieri è venuta fuori una fumata nera, la seconda dopo quella del 19 marzo. La Camera di Commercio, superata (finalmente) la fase commissariale non riesce a eleggere il nuovo presidente, con il Consiglio camerale che resta diviso o comunque non in grado di fare convergere su un nome i 22 voti richiesti dal quorum per eleggere il presidente. Tutto rimandato di una settimana, ma lunedì si dovrebbe avere la fumata bianca, anche perché – al di là del lavorio dietro le quinte per accorciare le distanze fra i consiglieri, in particolare fra quelli riconducibili all’ area confindustriale e gli altri vicini a Confcommercio – per l’ elezione del presidente basterà la maggioranza dei votanti. A pochi giorni dalla nomina del consigliere Salvatore Bonura a presidente della Sac (nomina non banale, anche per gli equilibri interni della Camera di Commercio che della Sac è il maggiore azionista con il 37,5% delle quote) ieri i consiglieri hanno votato due volte, appunto senza che nessuno raggiungesse i due terzi dei voti del Consiglio camerale, come richiesto dal regolamento. Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente di Confindustria Catania e indicato già nel corso della prima tornata di tre settimane fa quale favorito per l’ elezione a presidente ha ottenuto ieri 16 voti, sia nella prima come pure nella seconda votazione. Al segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, in Consiglio a Palazzo della Borsa proprio in rappresentanza dei consumatori, sono andati un voto e poi tre voti, il resto delle schede allo spoglio sono risultate bianche: facile ricondurle ai 12 consiglieri vicini a Confcommercio, ma va aggiunto che nella seconda votazione le schede bianche sono risultate 14, quindi con due “franchi” tiratori dello schieramento di maggioranza. Tanasi, nel suo discorso di insediamento in Consiglio (la scorsa seduta era assente) ha chiesto una svolta, auspicando una maggiore vicinanza dell’ ente camerale alle attività produttive, marcando una netta distanza dalle lotte e dalle logiche di potere su altri “asset”. da qui la sua autocandidatura, la disponibilità quale «presidente terzo e non frutto degli interessi di alcun gruppo interno alla Camera di Commercio». Un diversivo sullo sfondo della contrapposizione tra Confindustria e Confcommercio, semplificando gli schieramenti in lizza. Per provare a stemperare le tensioni, Tanasi aveva anche proposto un rinvio del voto di ieri, qui in accordo con il presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti. Si è invece votato, con il risultato detto. Malgrado la fumata nera, la posizione di Confindustria resta comunque maggioritaria, forte di un pacchetto di almeno 20 voti, tre in più quindi di quelli richiesti alla prossima tornata per eleggere il presidente. E comunque in questa settimana si lavorerà per trovare un’ intesa, che alla fine si potrebbe raggiungere sul nome del vicepresidente, che dovrebbe andare all’ area espressione di Confcommercio.

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