14 Agosto 2013

Bon ton e regole al mare. Il decalogo del bagnante perfetto

Bon ton e regole al mare. Il decalogo del bagnante perfetto

In vacanza dal lavoro, ma non dalle buone maniere. Le ferie sempre più spesso si trasformano in un pretesto per mettere da parte educazione e rispetto per gli altri. Specie sotto l’ ombrellone, dove gli atteggiamenti sgarbati e incivili sono in aumento. Parola del Codacons: l’ associazione dei consumatori ha deciso di stilare una versione “balneare” del galateo . Un decalogo di bon ton da osservare in spiaggia: poche e semplici norme di buona educazione che ogni stabilimento d’ Italia dovrebbe adottare per sconfiggere il cattivo gusto e rendere la “convivenza” in riva al mare un po’ più piacevole. Da come attraversare il lido senza provocare una tempesta di sabbia negli occhi di chi è sdraiato lungo il passaggio, fino ai suggerimenti per evitare di sbraitare al telefono mentre il nostro vicino di ombrellone schiaccia un pisolino. Ecco come comportarsi per stare alla larga dalle figuracce al mare. Il telefono della discordia. É l’ oggetto più detestato dai bagnanti. In cima alle lamentele dei consumatori svetta il cellulare. Fonte di disturbo per la quiete della spiaggia con i suoi interminabili squilli, o le conversazioni ad alto volume che i vicini più scortesi ci costringono ad ascoltare. Se proprio non si riesce a farne a meno, sarebbe buona norma abbassare la suoneria del telefonino, sostituendola con la vibrazione, e togliere il sonoro ai toni della tastiera. Ancora meglio conversare a voce bassa, magari in un punto appartato. Stesso discorso per radio e Ipod, da ascoltare con le cuffie. Occhio agli spazi. Nei giorni più affollati diventa un’ ardua impresa non invadere il telo di chi ci è accanto, con i propri oggetti personali. Quando la spiaggia è gremita e i centimetri di sabbia a disposizione di ciascuno si riducono, è ancora più importante prestare attenzione a non occupare il fazzoletto di litorale conquistato dal vicino. Attenzione a non ingombrare con sdraio e sandali i corridoi tra una fila d’ ombrelloni e l’ altra, né i passaggi al mare che sono spazi pubblici. No agli schizzi d’ acqua. Immergersi in mare con delicatezza è un atto di rispetto verso gli altri bagnanti. I tuffi (ma anche i gavettoni tra amici) vanno bene finché non schizzano il vicino, che magari tenta di evitare gli sbalzi termici, abituandosi con calma alla temperatura fredda dell’ acqua. Le docce sono di tutti. Meglio non trattenersi troppo tempo sotto la doccia, creando attese e lunghe code: i servizi pubblici delle spiagge servono a rinfrescarsi, non a lavarsi come se si fosse a casa propria. Saponi e shampoo non vanno usati, perché inquinano il mare. Niente urla e schiamazzi. Stare con i bambini in spiaggia non è facile. Ancora meno tenerli a bada senza disturbare gli altri. Se è necessario rimproverarli per farli uscire dall’ acqua o impedire che si allontanino, evitare di urlare a distanza facendo scenate in pubblico. É più opportuno alzarsi e raggiungerli dove si trovano, per redarguirli a voce bassa. Sì agli sport estivi, senza disturbare. La spiaggia non è un campo di calcio. Se c’ è uno spazio allestito dal lido per giocare a pallone, ben venga. Altrimenti è bene ricordare che gli altri bagnanti non gradiscono le pallonate. Lo stesso vale per i racchettoni o i frisbee. Discorso a parte invece per i castelli di sabbia. Divertenti e consentiti, purché non rubino troppo spazio. Sì alle gallerie, ma non ai fossi nella sabbia. Se i bambini si divertono a costruire piste per le biglie, la regola è sempre la stessa: non occupare mezza spiaggia, ostacolando il passaggio degli altri ospiti del lido. Prudenza con gli acquascooter. Attenzione a usare acquascooter o barche a motore rispettando le leggi in materia. Sono pericolosi e rumorosi, e in molti casi arrivano fino a riva. Cestinare i rifiuti. Le cicche di sigarette e gli involucri dei gelati non vanno gettati nella sabbia. E neanche i resti del pranzo o dello spuntino, per chi lo consuma al mare. E’ importante ricordarsi di usare gli appositi contenitori per non sporcare la spiaggia. Venditori ambulanti, come regolarsi. Di solito vendono merce contraffatta e di pessima qualità. In ogni caso, se non c’ è niente di interessante, basta un fermo «no grazie» per rifiutare l’ acquisto, senza intavolare spiacevoli discussioni o contrattare a lungo sul prezzo senza acquistare nulla. Attenti al cane. Negli stabilimenti balneari in cui è consentito portare cani, è bene tenerli sempre sotto controllo usando il guinzaglio, e anche la museruola per le razze aggressive. Impedire che l’ animale giochi con scarpe e oggetti vari che può trovare in spiaggia, sotterrandoli, lecchi gli sconosciuti, o sollevi sabbia.
erika tomasicchio
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox