2 Gennaio 2002

Bombe in piazza, arrampicata sulla basilica

CAPODANNO A SAN MARCO Consueto maxi afflusso con abbondanti libagioni e le bottiglie (portate da casa) frantumate sui masegni

Bombe in piazza, arrampicata sulla basilica

Appello del Codacons al ministro Urbani: vietare le manifestazioni che distruggono il patrimonio del cuore di Venezia

Venezia
Botti in piazza, bottiglie volanti, scaraventate anche contro i marmi, e l`ebbrezza per il nuovo anno che ha spinto qualcuno a scalare in arrampicata libera le colonne della basilica di San Marco. San Silvestro no-limits a Venezia, con migliaia di persone richiamate in piazza nonostante la mancanza di intrattenimenti. Ormai il ritrovo è diventato tradizione. E non importa che non vi siano i fuochi ufficiali, come quelli organizzati due anni fa per il passaggio del millennio. Tra coloro che hanno trascorso il Capodanno a San Marco, molti saranno tornati a casa certi di aver assistito a spettacoli pirotecnici pubblicamente organizzati per festeggiare lo scoccare della mezzanotte. La qualità di certi petardi formato “bomba“, infatti, aveva poco da invidiare ai fratelli maggiori del Redentore. Altezza diversa, ma effetto sonoro simile. Con buona pace dei pericoli.

Da mezzanotte all`una passata, la piazza si è trasformata per un`ora abbondante in un`arena dove chiunque poteva agire indisturbato. Una sorta di guerriglia urbana tra fuochi e botti d`ingente portata, una esagitata moltitudine di fronte alla quale le forze dell`ordine – una cinquantina di uomini in tutto tra polizia, carabinieri e vigili urbani – hanno assistito potendo provvedere solo a sporadici interventi, quando l`eccitazione stava oltrepassando il lecito.

A differenza di molte altre città venete e di Mestre, dove sono stati organizzati concerti e spettacoli – anche decentrati – per accogliere il nuovo anno, a Venezia la scelta di non organizzare una festa ad hoc faceva facilmente presagire il consueto afflusso sotto il campanile. A poco è valsa l`ordinanza “proibizionista“ di vietare la vendita di bevande alcoliche per esportazione, nei locali in prossimità: la maggior parte dei pendolari della festa, saggiamente preparati ai poco abbordabili prezzi cittadini, le bottiglie le teneva nel proprio zaino. Non solo: molti venditori ambulanti di rose, per una sera hanno sostituito gli usuali fiori con costose bottiglie di spumante, per la gioia dei pochi sprovveduti. E, dopo gli abbondanti brindisi, gli incontinenti – incuranti dei passanti – non hanno esitato a scambiare angoli della piazza in toilette.

All`interno dei locali la somministrazione di alcolici era permessa, e la calca all`interno del Bar Americano, sotto la torre dell`orologio, dimostrava che la voglia di brindare era davvero forte. Bevande servite in bicchieri di carta e puntualmente portate all`aperto. Di pari passo all`eccitazione e alla calca è salito pure il tasso alcolico. Gli alterati di turno non hanno resistito allo sport del lancio della bottiglia, proprio dinanzi alla basilica.

Una festa che ha scatenato la protesta del Codacons , con una lettera al ministro per i beni culturali Giuliano Urbani: «Per l`ennesima volta – scrive il presidente veneto Mario d`Elia – piazza San Marco, i monumenti e gli edifici che la contornano, ossia il cuore, il centro storico di Venezia, sono stati oltraggiati nella notte dell`ultimo dell`anno da botti di estrema violenza, da fuochi d`artificio e da bottiglie di vetro che sono state frantumate in mille cocci sui masegni, sulle colonne e i gradini delle Procuratie e della basilica». Protesta d`Elia per la mancata ordinanza di divieto di botti: «È necessario, in vista anche del prossimo Carnevale, un autorevole intervento del ministro per i beni e le attività culturali, affinché si introduca al più presto il divieto nell`area marciana di manifestazioni e attività varie che a poco a poco stanno distruggendo il patrimonio storico e artistico del cuore di Venezia. È necessario in particolare introdurre il divieto di accesso in piazza con bottiglie di vetro. Dall`oltraggio non sono stati risparmiati la basilica e l`attiguo presepio, ricettacolo di bottiglie rotte e scoasse varie».

Al di là di qualche giovane stordito dai botti, non si sono registrati incidenti di rilievo. Un divertimento anarchico, senza meta, molti gruppi si aggiravano in cerca di qualche bar con la saracinesca aperta. Desolante campo Santa Margherita, poco entusiasmo anche in fondamenta della Misericordia. Molte feste casalinghe, ma dopo la mezzanotte c`è stato chi ha concluso i festeggiamenti con il ballo, affrontando la calca del “Round Midnight“, del “Piccolo Mondo“ o del “Casanova“.

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