29 Gennaio 2017

Bombardato di insulti sul web Ristorante vittima senza motivo

    Bombardato di insulti sul web Ristorante vittima senza motivo

    Laura Gianni FIRENZE LA CAMPAGNA denigratoria contro un ristorante del centro di Firenze ha viaggiato alla velocità della luce. E’ l’ effetto social, bellezza. Così una valanga di fango si è abbattuta sulla pagina facebook del «Quinoa», ristorante gluten free aperto all’ ombra della chiesa di Santa Maria Maggiore. La shitstorm, la tempesta di letame, per usare termini soft, è stata lanciata da un gruppo specializzato in queste diffamazioni a largo raggio che per la prima volta ha preso di mira un ristorante: domani il titolare formalizzerà la denuncia alla polizia postale. Nel frattempo ha raccolto qualche informazione: per esempio che questa community del discredito ha un’ amministratrice che può contare su migliaia di followers. Si vedrà. Certo è che in pochissimo tempo decine e decine di commenti e recensioni negative, alcune delle quali farcite di turpiloquio e bestemmie, hanno infestato la pagina del «Quinoa», facendone crollare il rating da 4.9 su 5 a 3.6. Fortunatamente l’ ottima reputazione del locale ha provocato una subitanea reazione dei clienti affezionati, che hanno fatto rimbalzare quotazioni e stelle di gradimento. «Ci è andata bene – ammette il titolare, Simone Bernacchioni – perché abbiamo una clientela affezionata e una credibilità solida. Ma soprattutto perché, avendo chi segue per noi i social media, abbiamo notato subito l’ anomalia: alle 21 di giovedì sono arrivati trenta post in soli cinque minuti, poi a ruota altri 25. Non sapevamo come spiegarcelo». POI è arrivato un tweet di Selvaggia Lucarelli: la blooger ha postato lo screenshot dell’ invito lanciato via facebook a mettere una sola stella, il voto minimo, al ristorante fiorentino. «Lei segue il fenomeno di questi gruppi che mirano a rovinare la reputazione di persone o società, scelte con pretesti non chiari. Per me sono vere campagne d’ odio, piene di volgarità e di violenza tanto più grave perché gratuita. All’ inizio noi avevamo pensato a un competitor, ma i toni erano eccessivi». Vecchia storia, quella della concorrenza giocata a colpi di voti on line. Tanto che un paio di anni fa, il presidente regionale di Fipe Confcommercio Aldo Cursano, dopo aver lanciato l’ allarme sulle false recensioni, riuscì a siglare con Tripadvisor, punto di riferimento del settore con oltre due miliardi di visitatori annui, un accordo che tutelasse utenti e ristoratori. Questa del «Quinoa» però è un’ altra storia: il cyberbullismo chiama in causa la gestione dei social network. «Se fosse accaduto a un’ azienda più piccola, meno organizzata, poteva venir fuori un danno enorme, vanno fermati», commenta il titolare del ristorante. In effetti il Codacons è sceso in campo contro Facebook. L’ accusa è mancata vigilanza. L’ associazione consumatori sta raccogliendo il materiale per presentare denuncia alla procura di Roma e, nel frattempo, si mette «a disposizione dei ristoratori, albergatori e commercianti per valutare una possibile class action» sulle false recensioni sui social network.
    laura gianni

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