Bomba, un coro contro la violenza «Ma continueremo a protestare»
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fonte:
- La Nazione
fa rumore l’ episodio di ponte san giovanni. associazioni indignate
DALLE CRAVATTE con il cappio all’ ordigno inesploso di Ponte San Giovanni. Due episodi lontani anni luce l’ uno dall’ altro ma che hanno un minimo comune denominatore: il bersaglio sbagliato. Infatti sono ancora i dipendenti di Banca Etruria a finire nel mirino, dimenticando che proprio loro sono tra le vittime del decreto salva-banche che ha azzerato dalla sera alla mattina le obbligazioni subordinate di Bpel, Banca Marche, Carife e Carichieti. E’ un concetto più volte rimarcato dai sindacati di categoria, con il dettaglio delle cifre: dei millesettecento dipendenti oltre mille erano possessori di azioni e la grande maggioranza aveva in portafoglio pure obbligazioni subordinate, senza contare gli investimenti dei familiari quasi sempre mirati sull’ istituto di credito. E’ dunque comprensibile lo stato d’ animo di chi si sente sotto tiro, convinto allo stesso tempo di non avere nulla da rimproverarsi. E se irregolarità o mancate informazioni vi sono state nella vendita dei bond, va ricordato che le responsabilità non sono collettive ma sempre individuali. Ed è in particolare ai dipendenti che si rivolklge l’ associazione Amici di Banca Etruria: «A loro a agli attuali amministratori tutta la nostra solidarietà e vicinanza». Tornando all’ ordigno umbro, unanime è stata la riprovazione a partire proprio dai risparmiatori stessi. Intervengono praticamente tutte le associazioni, a cominciare da Federconsumatori e Adusbef: «Condanniamo con determinazione il gesto di protesta avvenuto a Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia. La rabbia deve essere incanalata nelle giuste forme di contestazione». Va da sé che le proteste continueranno , «saremo in piazza – si ricorda – davanti alla Consob martedì 12 gennaio, alle 10». Non mancheranno gli aretini: è stato infatti organizzato un pullman con partenza alle 7 al piazzale dell’ Ipercoop. NON È DA MENO il Codacons: «Non possiamo che condannare fermamente atti folli e intimidatori che di certo non aiutano la causa dei risparmiatori, ma l’ episodio deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione di chi ha perso tutti i propri soldi a causa del salvataggio delle quattro banche. A costoro ricordiamo che l’ unica possibilità per far valere i diritti e ottenere il rimborso integrale degli investimenti è aderire all’ azione risarcitoria». Sul tema della disperazione anche interventi della politica, come quello del parlamentare Pd Verini: «Episodio preoccupante per il valore simbolico che il gesto acquista in un momento di confusione e di perdite economiche da parte di persone ora in sofferenza, su cui governo e parlamento sono impegnati a trovare soluzioni». E alla vigilia dell’ incontro romano con i vertici delle good banks, fa sentire la propria voce pure l’ associazione Vittime del salva-banche: «Condanniamo con determinazione tale gesto e qualsiasi altra forma di violenza. La nostra protesta continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto». sergio rossi.
sergio rossi
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