8 Marzo 2021

Bomba sul diesel e la benzina. Ora fate attenzione col pieno

 

Gabriele Laganà Brutte notizie in arrivo per le famiglie. All’orizzonte si iniziano ad intravedere i primi segnali di rincari dei prezzi per numerosi beni e servizi.

Il tutto, per di più, in un periodo difficile segnata dalla crisi economica diretta conseguenza della pandemia. A muoversi per primi sono i prezzi dei carburanti che, complice l’ipotesi di una graduale ripartenza dell’economia mondiale, da inizio anno sono già saliti di quasi il 7%. Tale incremento, però, non si limiterà a qualche euro in più sborsato alla pompa di benzina ma produrrà un effetto cascata che colpirà le tasche dei consumatori. L’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti provoca, infatti, anche dei rialzi indiretti, basti pensare ad esempio ai prodotti trasportati su gomma. E così il consumatore finale, senza rendersene direttamente conto, non solo paga di più la benzina ma anche tutti gli altri beni.

“Il rischio concreto è che l’andamento al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio produrrà nelle prossime settimane aumenti generalizzati per ortofrutta e alimentari, beni che, come noto, viaggiano su gomma, e avrà ricadute negative su tutto il comparto dell’energia, con inevitabili aggravi di spesa per i consumatori”, è il grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Stangata in arrivo, quindi.

In base a dati diffusi Quotidiano Energia, e ripresi da La Stampa, sul finire della scorsa settimana il prezzo della benzina, in media, era in area 1,537 euro al litro mentre quello del diesel viaggiava intorno a 1,408 euro. Un aumento rispettivamente del 6,6% e del 6,7% rispetto a quelli registrati ad inizio anno. In pratica, quasi 5 euro in più per ogni pieno da 50 litri rispetto a gennaio. Se vista su lungo termine, questa cifra inizia a farsi importante: secondo i calcoli dell’Unione consumatori fanno un esborso di 114 euro in più l’anno per la benzina e di 107 euro in più per il diesel.

Ma i rincari, con i conseguenti maggiori esborsi per le famiglie, potrebbero essere anche più alti. Tutto dipenderà dalla ripartenza dell’economia mondiale: più forte sarà e più aumenterà la domanda di petrolio. Nel corso del meeting dell’Opec tenutosi la settimana scorsa è stato raggiunto un accordo che prevede di non aumentare l’offerta di barili di petrolio il prossimo mese in attesa di una ripresa di una domanda più sostenuta. La decisione ha scatenato una fiammata delle quotazioni del barile. In base a stime degli analisti di Goldman Sachs il Brent potrebbe salire a 75 dollari nel secondo trimestre ed a 80 nel terzo trimestre.

Tali aumenti di prezzi produrranno effetti al rialzo anche sulle tariffe di luce e gas. Le associazioni di consumatori sono pronte a scendere in campo. “I rincari inarrestabili che durano ininterrottamente dalla rilevazione di metà novembre sono vergognosi e inaccettabili. In una sola settimana un pieno da 50 litri costa quasi 1 euro in più: 90 cent per la benzina e 87 cent per il gasolio», ha spiegato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox