18 Giugno 2009

Bologna, via all’inchiesta sul caso Delbono

 «Fascicolo contro ignoti» sulle presunte spese per la ex. Cazzola indagato per diffamazione

 
BOLOGNA Delbono-Cazzola: 1 a 1. In Procura. Fine della ricreazione. La storia di Cinzia Cracchi e di Flavio Delbono, con annesse accuse di viaggi, auto blu e foresterie foraggiate con soldi pubblici quando lei era la segretariafidanzata e lui vicepresidente della Regione, diventa cosa terribilmente seria. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo con le ipotesi di peculato e abuso d’ufficio. Delbono formalmente non è indagato, la pratica è contro ignoti, ma è evidente che l’interesse della magistratura è puntato su di lui e le sue missioni negli anni in cui è stato assessore in Comune e vicepresidente in Regione. Pure Alfredo Cazzola, per non essere da meno, è finito sotto le antenne della Procura: essendo stato querelato da Delbono per diffamazione aggravata, proprio in relazione alle accuse su auto blu, foresteria e via dicendo, è stato automaticamente iscritto nel registro degli indagati. L’inchiesta punta anche ad accertare se vi siano state irregolarità nel trasferimento di Cinzia Cracchi dalla Regione, dove lavorava come segretaria di Delbono all’epoca in cui i due erano fidanzati, alla più decentrata sede del Cup, dov’è stata distaccata dopo la fine della relazione sentimentale. Sazia, disperata, ma anche un po’ surreale: la Bologna del voto, a tre giorni dal ballottaggio, si ritrova con entrambi i candidati (Delbono, Pd, 49,4%; Cazzola, Pdl, 29,1%) con la testa in Procura. Brutta tegola. Il favorito Delbono rischia, in caso di vittoria, di iniziare il mandato da sindaco con l’ombra di un’inchiesta sulle spalle. E Cazzola, sul quale già pesa l’handicap di non disporre della maggioranza in consiglio comunale (conquistata dal centrosinistra al primo turno), dovrà invece dare ai suoi elettori qualche spiegazione per non essere stato sincero a proposito di un litigio scoppiato anni fa per motivi di parcheggio, durante il quale l’ex patron del Motorshow rifilò un cazzotto a un automobilista. «Fui assolto in appello» ha sempre sostenuto il candidato del Pdl. E invece si scopre, carte alla mano, che fu condannato anche in secondo grado e che solo la prescrizione lo salvò in Cassazione. Il rischio, dice al Corriere di Bologna Giorgio Guazzaloca, sconfitto al primo turno, «è quello di ritrovarci con un sindaco dimezzato… ». Per il momento, Cazzola si sente soprattutto un candidato abbandonato. Dai suoi alleati. «Nel Pdl c’è sempre chi non perde occasione per criticarmi » si è lamentato l’imprenditore, dopo che alcuni maggiorenti del centrodestra avevano preso le distanze dal suo attacco a Delbono. Il senatore e coordinatore Filippo Berselli l’ha subito rincuorato: «La questione posta da Cazzola non è gossip, ma può essere penalmente rilevante. Non ci interessa sapere cos’ha fatto Delbono sotto le lenzuola, ma chi ha pagato le lenzuola…». Ma Delbono non ci sta: «Non mi faccio dettare l’agenda da uno come Cazzola, che racconta balle sul suo passato».  Francesco Alberti 49,4% è il risultato ottenuto al primo turno da Delbono, sostenuto da Pd, Idv, Verdi, Sinistra per Bologna e due liste locali 29,1% è il risultato al primo turno di Cazzola, sostenuto da Pdl, Lega, Dc, Codacons e dall’Udc (non apparentata)

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