Bollo non pagato a dodici anni dalla morte. La buonanima guidava anche in… Paradiso
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Nell’ Italia dei raggiri non poteva mancare l’ inganno dell’ identità rubata alla buonanima. Una storia che il Codacons ha denunciato alla Procura guidata da Dario Granieri e che trae spunto da una contestazione dell’ Agenzia delle Entrate di Caltanissetta – Ufficio territoriale di Gela. Una multa da 428,14 euro notificata alla vedova di un uomo venuto a mancare 19 anni fa. Nell’ atto l’ Erario giustifica la pretesa economica con l’ omesso pagamento della tassa automobilistica relativa all’ anno 2006, e cioè 7 anni fa ma, comunque, ben 12 anni dopo la salita al Cielo del pensionato. E, soprat tutto, l’ uomo non era mai stato proprietario della vettura alla quale la tassa di circolazione faceva riferimento. Dopo l’ iniziale smarrimento, la povera donna s’ è attivata per verificare al Pra di Cosenza la storia dell’ autovettura per la quale non risultava pagato il bollo del 2006. E così la vedova ha potuto accertare che l’ utilitaria era stata acquistata, successivamente alla morte di suo marito, nel 1998 e che il nuovo proprietario aveva dichiarato la perdita di possesso del mezzo nel 2008. La donna ha così deciso di tutelarsi, rivolgendosi al Codacons attraverso l’ avvocato Pier paolo Rodighiero che ieri mattina ha depositato l’ articolato esposto. Il legale ha sottolineato come la vicenda sia paradossale perchè «sol che si pensi che il marito della nostra assistita è spirato il 24 settembre del 1994. Inoltre, il defunto non ha mai avuto intestata l’ auto per la quale è stato contestato il mancato pagamento del tributo accertato». Nella querela, viene sollecitata a indagare l’ autorità giudiziaria anche su un altro elemento che emerge dalla cartella dell’ Agenzia delle Entrate: al defunto viene attribuita la proprietà di una ditta “Aci” che risulterebbe costituita quando l’ uomo era già passato a miglior vita. Infine, l’ ultimo dettaglio: l’ ultima vocale del cognome dell’ uomo cambiata ad arte, una “i” sostituita con una “o”. Un dettaglio invisibile che avrebbe consentito di mantenere il codice fiscale del defunto pur adottando un cognome (appena) diverso. La battaglia di una vedova dunque ora diventa la battaglia del Codacons contro un fenomeno purtroppo diffuso, quello del furto delle identità. Nomi e cognomi rubati per consumare crimini e, spesso, ad essere saccheggiata è l’ anagrafe cimiteriale, come in questo caso.4 (gi. pas.)
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