13 Gennaio 2020

Bollo auto, la novità PagoPa ha creato confusione Ma i vecchi canali per versare la tassa restano operativi

Quella del bollo auto è una scadenza fissa sul calendario di ogni automobilista. Da quest’ anno è stato introdotto un nuovo circuito di pagamento, il PagoPA, che raccoglie tutti i canali che coesistevano in precedenza e che offrivano (e offrono ancora) questo servizio su tutto il territorio. E’ il caso, per esempio degli uffici postali dove ogni anno molti cittadini si recavano a pagare la tassa sull’ auto, così come delle tabaccherie, fino alla gran parte degli sportelli bancari o dei punti Aci. La novità, partita lo scorso 1° gennai, stabilisce che tutti questi «enti» riscossori debbano essere raccolti sotto il cappello di PagoPa. Di fatto si tratta di una centralizzazione di questo tipo di operazioni che punta anche a ridurre l’ evasione. Per i cittadini, in sostanza, non cambia nulla. La confusione però è comunque alta. Questo perché inizialmente le indicazioni trasmesse sembravano escludere i vecchi canali di pagamento («il versamento della tassa auto dovrà essere effettuato esclusivamente mediante il circuito PagoPA»). In pratica, molti hanno pensato di non poter più utilizzare la vecchia tabaccheria sotto casa per effettuare il versamento, uno dei canali preferiti dai contribuenti anche per la semplicità offerta. «Le novità sul bollo auto che sono appena scattate hanno gettato nel caos milioni di automobilisti: questo perchè è passato il messaggio, sbagliato, che dal nuovo anno non fosse più possibile pagare la tassa attraverso i canali abituali, ma si dovesse ricorrere unicamente al nuovo sistema telematico «PagoPA” – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Una informazione errata, dal momento che il bollo potrà essere ancora pagato presso punti Aci, sportelli bancari, home banking, sportelli Bancomat abilitati, uffici postali, punti Sisal e Lottomatica e alcune app di pagamento. Ciò che cambia, semmai, sono le commissioni che l’ utente paga quando versa il bollo auto, commissioni diverse a seconda del canale di pagamento prescelto: anche su questo aspetto regna una grande confusione, e l’ automobilista spesso non conosce le commissioni che deve sostenere per pagare la tassa». C’ è da dire che la differenza sulle commissioni applicate da ciascuno dei canali sono minime. Si va dagli 1,75 euro chiesti da alcuni portali di home banking ai 2,5 euro del punto Aci di Milano, per fare alcuni esempi. Quest’ anno, importanti novità sono in arrivo anche per quel che riguarda i controlli. La banca dati unica, infatti, incrocerà i dati del Pra, ovvero il registro automobilistico, con quelli che sono in mano alle Regioni. L’ obiettivo è quello di poter avere una visione più completa ed immediata di chi paga o no la tassa automobilistica. E individuare così più facilmente i trasgressori. Il Mef ha stimato che ogni anno si perdono in bollo non pagato circa 45 milioni di euro, una parte dei 119 miliardi di evasione contributiva e fiscale complessiva. s.ric. – © RIPRODUZIONE RISERVATA la storia Attenti però alle commissioni che variano a seconda dell’ ente riscossore.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox