5 Settembre 2002

Bollino nei negozi contro il caro prezzi

Bollino nei negozi contro il caro prezzi

Abusi da euro, iniziativa della commissione consiliare al commercio

OLBIA. Chicchi d`uva a peso d`oro, caffè e acqua minerale che nei bar dell`era “euro“ costano doppio rispetto a quando regnava la lira. La commissione consiliare commercio e attività produttive, su proposta del presidente Vanni Sanna, corre ai ripari «con un bollino di qualità sul prezzo». Resta da stabilire il colore, ma soprattutto serve riunire gli operatori del settore che potranno scegliere di uniformarsi o meno al costo consigliato. Fare chiarezza sui prezzi è necessario «perché si continua a confondere un euro con le mille lire», è stato il coro unanime dei commissari.
Martedì sera, la seduta della commissione sul “bollino di qualità sul prezzo“ è cominciata con una scaramuccia sulla paternità della proposta. I commissari-consiglieri del centro sinistra (Massimo Bacciu, Elena Burrai che è anche vicepresidente dell`organismo, e Antonio Loriga), comunque contenti, hanno però sostenuto che sull`argomento c`è già una direttiva nazionale. Dall`altra parte, Giovanni Cassitta, Angelo Cocciu, Paola Sini e il presidente Vanni Sanna, hanno difeso «la novità di un progetto severo che vuole salvaguardare il potere d`acquisto degli stipendi che con l`entrata in vigore dell`euro si è ridotto».
C`è anche lo zampino dell`assessore al commercio, Gian Piero Palitta, dietro la proposta che a Poltu Cuatu ha fatto arrivare anche presidente e vicepresidente della Confcommercio, Giuseppe Soro e Angelo Pagano, e il numero uno della Codacons olbiese, Alessandro Facchini. Tutti nella stanza dei funzionari Michele Baffigo e Domenico Milillo. Tutti meno quelli della Confesercenti che hanno dato buca alla riunione.
Sarà necessario un salto nell`economia del passato prima del bollino. «Senza perdere tempo – ha spiegato Sanna -, individueremo un paniere corposo di beni di prima necessità, quelli che hanno subìto un`ingiustificata impennata non imputabile all`inflazione cresciuta appena del 2,3 per cento. Di ogni prodotto confronteremo il prezzo in lire e quello in euro per stabilire quello esatto. Quindi solo i commercianti che si adeguano potranno esporre nei loro negozi il bollino di garanzia. Sarà la gente a scegliere poi dove andare a fare la spesa».
I commissari del centro sinistra hanno storto di nuovo il naso: «Non è corretto dire che l`inflazione è appena del 2,3 per cento. La media europea è ferma all`1,8 per cento».
Ma ci saranno anche altre novità per gli operatori del settore commerciale. I controlli della Guardia di finanza e dei vigili urbani sono stati avviati già da qualche giorno. Verbali a raffica colpiscono i commercianti che non espongono fuori dalle vetrine e nelle cassette di frutta e verdura il prezzo della merce.
«Nostro intento – sottolinea ancora il presidente della commissione consiliare commercio e attività produttive – è liberalizzare ancora di più il mercato. Stiamo studiando il modo per sbloccare le licenze dei bar. Solo aumentando il loro numero raggiungeremo la concorrenza al ribasso che oggi sembra mancare sulla nostra piazza. Del resto, se tutto continua a costare troppo, il rischio è la paralisi degli acquisti».
“La Nuova“ comincerà domani la sua indagine sull`euro. A cominciare dai bar, verranno battuti molti esercizi pubblici per verificare la corsa al rialzo. Sorpresa poco gradita da tutti i consumatori, ora che la moneta parla europeo.

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