9 Gennaio 2002

Bollino di qualità sulla carne

Ma per il Codacons non basta la carta d?identità delle bistecche

Bollino di qualità sulla carne

Un bollino del Codacons come garanzia di qualità per le carni bovine. Per l?associazione di tutela dei consumatori la direttiva sull?identità delle carni macellate entrata in vigore il 1 gennaio rappresenta un segnale positivo nell?ambito della lotta al morbo di “mucca pazza“, ma non basta. «Pur indicando il paese di nascita e di ingrasso, molte caratteristiche restano ancora sconosciute – spiega Marco Tiberti, portavoce della sezione reatina del Codacons – in quanto nella certificazione non si obbliga a dichiarare una lunga serie di notizie sull?azienda zootecnica dove l?animale è nato, sulla tecnica d?allevamento, sul tipo di alimentazione adottata e sulla categoria del bovino (vitellone, manza, vacca, toro, ndr)».

La proposta del Codacons intende premiare con un attestato di qualità gli operatori del settore macelleria che esporranno su iniziativa volontaria queste notizie riguardanti il prodotto venduto.

«A garanzia della salute pubblica offriremo il nostro logo gratuitamente alle macellerie che si dimostreranno più sensibili alla tutela del consumatore – aggiunge Tiberti – Riteniamo che questi dati siano essenziali ai fini di una corretta certificazione. In ogni caso il Codacons provinciale di Rieti effettuerà controlli a sorpresa in centri commerciali e macellerie per verificare il rispetto della direttiva europea. Invitiamo inoltre i cittadini a segnalarci i punti vendita che non espongono i certificati di identità, direttamente in sede (via Trento 2, Cittaducale, ndr) oppure all?indirizzo di posta elettronica codacons rieti@libero.it».

Qualche dubbio sul rispetto dei divieti di somministrazione di farine animali, causa scatenante dell?incubo mucca pazza. «Invitiamo i Naas, la Guardia di Finanza ed il Corpo Forestale ad intensificare i controlli sanitari -conclude il portavoce del Codacons – per verificare la presenza di questi mangimi sul nostro territorio: ci sono infatti sospetti che queste sostanze continuino pericolosamente a circolare».

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