22 Gennaio 2014

Bollette truccate, il Codacons va in Procura

Bollette truccate, il Codacons va in Procura

L’ Autorità per l’ energia elettrica e il gas non ha fatto a tempo a parlare di sospetti di guadagni illeciti sulle bollette energetiche delle famiglie, che subito il Codacons ha presentato una raffica di esposti. A varie Procure della Lombardia e anche a quella di Varese. L’ allarme dell’ Autorità risale a lunedì, mentre gli inviti ai magistrati a verificare le presunte irregolarità segnalate sono partiti ieri. Il tema? L’ applicazione della Robin Tax e il timore che la maggiorazione d’ imposta sia stata “traslata” dalle imprese energetiche sulle fatture, facendola in sostanza pagare ai cittadini, cosa espressamente vietata. “In merito alla Robin Tax, vale a dire l’ addizionale Ires imposta alle imprese energetiche, la normativa vigente prevede divieto di traslare l’ onere della maggiorazione d’ imposta sui prezzi al consumo con conseguenti illeciti a danno degli utenti – scrive il Codacons nell’ esposto -. Dall’ analisi dell’ Autorità per l’ energia elettrica ed il gas emerge al contrario che, per l’ anno 2011, è possibile che 144 società energetiche abbiano traslato in bolletta, violando la legge, la Robin Tax o parte di essa. Per l’ intero 2010 i sospetti sono su 73 società”. Se i sospetti fossero confermati, ci sarebbero dunque conseguenze per i consumatori, piuttosto sgradevoli dal punto di vista economico, e anche illegali. «Qualora fosse accertato quanto contenuto nelle relazioni dell’ Autorità per l’ Energia Elettrica e il Gas, ovvero la traslazione dell’ addizionale Ires sui consumatori – continua l’ esposto -, vi sarebbero evidenti violazioni della normativa vigente che impone il divieto di traslare l’ onere della maggiorazione d’ imposta sui prezzi al consumo con conseguenti illeciti a danno degli utenti. Eventuali maggiori introiti legati alla violazione delle norme configurerebbero infatti un ingiusto guadagno per le società energetiche, e un chiaro danno economico per i consumatori”. Di qui la decisione di rivolgersi alle Procure della Repubblica, compresa quella di Varese. La richiesta è quella di aprire un’ indagine per capire se le società dell’ energia che operano nei territori di competenza abbiano “giocato sporco”. Minacciata anche un’ eventuale “class action”. P.Gr.

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