Bollette Tares, aumenta il malumore dei cittadini
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO L’ arrivo delle bollette della Tares genera malumore tra i cittadini di Latina. Per una serie di motivi: il rincaro, perché la prima rata già scaduta, la sovrapposizione con altre scadenze che rendono difficile a molte famiglie gestire il proprio budget. Non solo, l’ unica possibilità di pagamento – con bollettino postale – costringe a lunghe file agli sportelli. Ieri è sceso in campo il Coordinamento consumatori Latina, del quale fanno parte Adiconsum, Adoc, Codacons, Contribuenti, Federconsumatori e Lega consumatori, che prima di tutto si sofferma sulla scadenza impossibile da rispettare. La Tares 2013 nel Capoluogo si può pagare in un’ unica soluzione entro il 16 ottobre, oppure in tre rate, la prima delle quali scade nella stessa data. Le prime bollette sono state recapitate nelle case dei latinensi 5-6 giorni dopo, a molti non sono ancora arrivate, va da sé che saranno tutte pagate in ritardo, anche se l’ assessore al Bilancio Pasquale Maietta ha assicurato che non saranno ovviamente applicati interessi di mora. Oltre a questo, scrivono i consumatori, l’ importo «è notevolmente più alto rispetto a quello del 2011. Far pervenire dette fatture a ridosso della fine dell’ anno pone in gravissime difficoltà le famiglie, in quanto già gravate dei pagamenti relativi agli altri tributi, ivi compresa la Tia del 2011 e sono in grosse difficoltà economiche per il lunghissimo e difficilissimo periodo di crisi economica che il Paese sta attraversando». I consumatori aggiungono: «Il comune di Latina, in un’ audizione svoltasi a settembre presso la Consulta provinciale degli Utenti e Consumatori, aveva assicurato che per le utenze domestiche gli importi sarebbero stati invariati e che la rateizzazione del tributo del 2013 avrebbe tenuto nel debito conto le scadenze già previste per le bollette del 2011 in corso di pagamento. Non solo tutto ciò non è stato assolutamente rispettato, ma addirittura gli importi sono stati maggiorati in taluni casi anche del 40%, senza alcuna giustificazione e motivazione». Le associazioni «auspicano che il Comune voglia urgentemente rivedere sia gli importi delle bollette che le loro scadenze e per questo offrono la loro collaborazione per affrontare il problema». Monica Forlivesi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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