Bollette, Tar contro l’ Authority
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
il mise: «sia fatta chiarezza sul rincaro anomalo dei costi di dispacciamento»
MILANO Braccio di ferro tra Autorità per l’ energia elettrica e il Tar della Lombardia sugli aumenti delle bollette decisi a luglio dalla stessa Authority. I giudici lombardi, accogliendo un ricorso di Codacons e Comitas, hanno sospeso in via cautelare l’ efficacia degli aumenti delle bollette di luce e gas scattati lo scorso primo luglio. Con una delibera immediata, però, l’ Autorità ha a sua volta proposto «immediata istanza di revoca» del decreto del Tar, che «si presta ad essere censurato in quanto si basa – secondo quanto scrive il presidente dell’ Authority, Guido Bortoni – su un’ erronea rappresentazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti». La decisione di aumentare le tariffe risale al 28 giugno, con un adeguamento previsto del 4,3% per l’ elettricità e dell’ 1,9% per il gas. Annunciando questa decisione l’ Autorità ha sottolineato «strategie anomale» nel dispacciamenti da parte degli operatori sul mercato dell’ ingrosso. Questa componente (vale a dire i costi sostenuti da Terna, gestore della rete, per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico) affiancata in misura minore dall’ incremento della componente di approvvigionamento (che risente in parte delle stime riviste al rialzo per i costi di acquisto della materia prima), avrebbe portato all’ incremento della bolletta. Le criticità, ha spiegato la stessa Auhority, «hanno portato ad un aggravio di costi per il sistema e a un’ alterazione del normale meccanismo di formazione del prezzo». Per questi motivi l’ Autorità ha avviato un procedimento, «intimando la cessazione immediata delle condotte anomale, riservandosi di avviare procedimenti sanzionatori per l’ accertamento di eventuali violazioni dei regolamenti». Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, successivamente è tornato sull’ argomento, confermando «che negli ultimi due-tre mesi si è osservato un significativo aumento dei costi di dispacciamento: si tratta di un fatto molto grave, – ha detto il ministro pochi giorni fa – su cui il ministero ha chiesto il 22 giugno elementi informatici sia a Terna che all’ Autorità». Il Mise ha affermato ieri in una nota che «il decreto cautelare del Tar conferma la necessità che venga fatta chiarezza sull’ aumento anomalo dei costi di dispacciamento». Calenda ha inoltre sollecitato «la conclusione nei tempi prestabiliti di 60 giorni del procedimento di indagine avviato dall’ Autorità e l’ adozione di meccanismi sanzionatori adeguati e direttamente proporzionati all’ entità degli aumenti». Il Mise ha ribadito che il Governo «segue la vicenda con attenzione, nel pieno rispetto dei ruoli, con l’ obiettivo prioritario di non far pagare costi impropri a cittadini e imprese». Il decreto del Tar, depositato martedì, spiega che solo a conclusione del procedimento «in relazione ai casi di non linearità commerciale ed economica» avviato dalla stessa Autorità per l’ energia elettrica e il gas «volto all’ adozione di idonee misure prescrittive» alla luce anche «di potenziali abusi nel relativo mercato», possono essere «ridefiniti quegli aumenti già posti a carico dell’ utente finale a decorrere dal primo luglio». Questi rincari, osserva il decreto, sono stati decisi «senza conoscere, alla data del 28 giugno, se effettivamente i relativi aumenti percentuali possano essere legittimamente ascritti all’ utente finale stesso». Di qui la constatazione di «un immanente danno grave e irreparabile» e la decisione di accogliere il ricorso del Codacons rinviando la trattazione nel merito alla camera di consiglio del 15 settembre. Ieri la reazione dell’ Authority: il decreto del Tar è stato «assunto senza avere ascoltato l’ Autorità» si legge in una nota. Si ritiene che «sussistano i presupposti per proporre, attraverso l’ Avvocatura dello Stato, immediata istanza di revoca». La decisione (che può prevedere un accoglimento totale o parziale) è attesa nel giro di pochi giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
matteo meneghello
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