BOLLETTE, STOP AI RINCARI TRE MILIARDI PER AIUTARE FASCE DEBOLI E IMPRESE
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fonte:
- Gazzetta dello sport
Pierluigi Spagnolo 1Arriva il decreto anti-stangata. Servirà a scongiurare – in extremis e per una parte degli italiani – l’imminente rincaro delle bollette di luce e gas. L’aumento, previsto da ottobre, era ormai dietro l’angolo. E causato principalmente dalla carenza di materie prime e dalle sempre maggiori richieste sul mercato, dopo la ripresa economica che tutti i Paesi stanno attraversando. «I rincari saranno fino al 40%», aveva annunciato a malincuore il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nei giorni scorsi. Per questo il governo è dovuto intervenire, con il provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri.In cosa consiste la misura, che impegna quasi tre miliardi di euro? Interviene a vantaggio di 3 milioni di nuclei familiari che beneficiano del “bonus energia”,e che hanno un Isee inferiore a 8.265 euro annui; famiglie numerose (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli); percettori di reddito o pensione di cittadinanza; utenti in gravi condizioni di salute. Per queste categorie, in tutto 5,5 milioni di famiglie,gli effetti del futuro aumento della bolletta verranno tendenzialmente azzerati. Per circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese, con utenze in bassa tensione,e per 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kilowatt, saranno azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema.E sul gas? Per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del “bonus sociale gas”, azzerati gli effetti dell’aumento. Per tutti gli altri utenti l’Iva, attualmente prevista al 10 e al 22% a seconda del consumo, verrà portata al 5%. E già il Codacons chiede che questa misura si allunghi a tutto il 2022. Secondo Confcommercio «è necessario avviare, da subito, una riforma più organica delle modalità di calcolo della bolletta energetica». Il governo, per bocca del ministro Cingolani, ha spiegato ieri sera in tv che «gli aumenti di luce e gas saranno nell’ordine di 9 miliardi.Il governo interviene con circa 3,5 miliardi. È questo il trimestre da mitigare…». 2È stato proprio il premier, Mario Draghi,a spiegare la ratio del provvedimento. Il presidente del Consiglio ha anticipato le mosse parlando all’assemblea annuale di Confindustria,a Roma. «Senza un intervento», ha spiegato Draghi, «nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30%. Per questo, abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas, per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese», ha spiegato il premier, sottolineando che il governo «potenzia il bonus luce e gas per proteggere soprattutto le fasce meno abbienti. Si tratta di un intervento di oltre 3 miliardi, dopo quello da 1,2 miliardi arrivato a giugno» ha rimarcato Draghi. Il premier è tornato a parlare di questioni ambientali ed energetiche, strettamente legate ai rincari di luce e gas, un tema a lui caro nelle ultime settimane. «La transizione ecologica non è una scelta ma una necessità.I cambiamenti climatici hanno già gravi conseguenze sulle nostre vite, il nostro pianeta e le nostre economie. Se non interveniamo subito,i loro effetti rischiano di peggiorare e diventare irreversibili. Dobbiamo prendere misure ambiziose per ridurre le emissioni e contenere l’aumento della temperatura. Ma dobbiamo tenere conto della capacità di riconversione delle nostre strutture produttive. Lo Stato deve fare la sua parte nell’aiutare cittadini e imprese a sostenere i costi della trasformazione». 3Il premier ha partecipato per la prima volta all’assemblea di Confindustria, accolto da una standing ovation. Il feeling tra il gotha degli imprenditori italiani e l’ex capo della Bce era già evidente da mesi, ma ha trovato ieri una rappresentazione pubblica, plateale, con il lungo applauso e i ringraziamenti reciproci. Cosa ha detto Draghi, dal palco di Confindustria? Ha lanciato una sorta di “Patto per il futuro dell’Italia”. «Vorrei che tutti noi condividessimo una prospettiva di sviluppo,o vogliamo chiamarla Patto,a beneficio anche dei più deboli e delle prossime generazioni. Nessuno può chiamarsi fuori». Draghi ha poi pronunciato parole beneauguranti sull’economia, mostrando grande fiducia per il futuro. «Le previsioni del governo, che presenteremo a giorni, stimano per quest’anno una crescita intorno al 6% del Pil, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera. La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo», ha spiegato il premier, «legato alla forte caduta del Prodotto interno lordo anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,99%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attivitàattività. La sfida per il governo,e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali, è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile», ha aggiunto Draghi. Ovviamente, tutto passa dal superamento o dal contenimento della pandemia, attraverso «vaccinazioni e green pass», ha ribadito il capo del governo. 4Si è parlato anche di tasse… Un altro tema caldo, una questione che si ricollega direttamente a quello delle bollette, ai rincari per luce e gas di cui abbiamo parlato prima. «Voglio riaffermare, perché penso sia importante farlo, che il governo non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono», ha rassicurato il presidente del Consiglio. 5E di scenari futuri… Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, si è augurato che il premier «continui a lungo nella sua attuale esperienza.
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