31 Marzo 2012

Bollette: stangata luce e gas Spesa più cara, stipendi fermi

Bollette: stangata luce e gas Spesa più cara, stipendi fermi

ROMA Una vera “stangata di primavera” sulle tariffe e sui prezzi, con aumenti record per le bollette di luce (+9,8% in due mesi) e gas, per gli alimentari e i carburanti. Mentre gli stipendi restano desolatamente al palo. Per le tariffe, ad aprile scatteranno gli aumenti dell’ 1,8% per il gas (22 euro per una famiglia media) e del 5,8% per l’ energia elettrica (27 euro a famiglia). Un rincaro che si deve agli aumenti del petrolio, all’ emergenza freddo e ai maggiori costi per compensare l’ intermittenza di alcune fonti rinnovabili: il 40% sull’ aumento del 5,8%. Pesano gli incentivi alle rinnovabili, che nel 2012 saranno di oltre 10,5 miliardi di euro e che vengono pagati proprio in bolletta: un costo ormai insopportabile per famiglie e imprese. Per questo l’ Autorità ha deciso di rinviare a maggio l’ aumento relativo all’ aggiornamento per gli incentivi diretti (la cosiddetta componente A3): un aggravio di circa il 4%. La sospensione, spiega il presidente dell’ Autorità Guido Bortoni, “potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte, con modalità sopportabili per cittadini e imprese”. Il ministro Passera ha promesso che la volontà è di correggere “le storture” che avevano finora assegnato al fotovoltaico “un livello di incentivazione enormemente più alto rispetto al resto di Europa”. A chiedere una revisione è anche l’ Enel, secondo cui, come ha rilevato il presidente Paolo Andrea Colombo, “lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilità di rimanere in esercizio”. È emergenza anche sul fronte del potere d’ acquisto. La spesa mette a segno il rincaro più alto da oltre tre anni e mezzo, mentre gli stipendi rimangono fermi, ai minimi da quasi tredici anni, e il divario con i prezzi tocca di nuovo i massimi dal 1995. Ieri l’ Istat ha diffuso sia le stime sull’ inflazione a marzo sia i dati sulle retribuzioni contrattuali nei primi due mesi dell’ anno. A marzo i prezzi, su base annua, non sono scesi dal +3,3% segnato già a febbraio, crescendo dello 0,5% in un solo mese. Aumentano del 4,6% i prodotti acquistati con maggiore frequenza, il valore più alto dall’ ottobre del 2008. Trainano i rincari i carburanti, con la benzina in rialzo, rispetto a marzo 2011, del 18,6% e il diesel del 22,5%. Nell’ area euro, invece, l’ inflazione fa un piccolo passo indietro, scendendo al 2,6%. SALARI CONGELATI. Intanto a febbraio le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a gennaio, aumentando solo dell’ 1,4%, su base annua, come nei due mesi precedenti. Il valore tendenziale più basso dal marzo del 1999. Sulle buste paga pesa il blocco della contratti nella pubblica amministrazione (3 milioni di dipendenti). Un pò meglio va per i dipendenti del privato, che hanno potuto contare su un aumento dell’ 1,8% (comunque ampiamente al di sotto dell’ inflazione). Allarmati i consumatori: il Codacons ipotizza una stangata di 670 euro a famiglia per la spesa di tutti i giorni; mentre Fedeconsumatori e Adusbef calcolano una ricaduta generale di 1.330 euro annui per nucleo familiare. Timori anche di Confcommercio e di Federdistribuzione, che attende un “calo dei consumi dello 0,8%”.

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