Bollette: si prepara un settembre amaro
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fonte:
- Miaeconomia.it
Autunno caldo in arrivo tra rincari della benzina, di luce e gas, dei biglietti aerei e probabilmente degli alimentari visto il costo dell?autotrasporto inevitabilmente in tensione. Ferie finite, le associazioni dei consumatori fanno due conti: il caro petrolio, è stato calcolato, può costare alle famiglie italiane fino a 600 euro per riscaldamento, elettricità, gas.
Del resto le occasioni per percepire il caro-prezzi non sono certo mancate: chi è riuscito a programmare l?orario ?intelligente? del rientro, dopo aver già sopportato il caro-vacanze e il rincaro di ombrelloni e sdraio, ora non potrà scampare all?autunno rovente sul fronte dei prezzi. Una volta tanto di mira non è l?amato-odiato euro, ma il petrolio, che con puntualità più o meno decennale colpisce l?economia occidentale, la più vulnerabile al prezzo del barile.
E anche la spesa potrebbe risentirne, se il prezzo del barile continuerà a correre e raggiungere la soglia record dei 50 dollari: a decollare sarebbero i costi di tutti i beni, a cominciare forse dalla stessa busta di plastica che li contiene. Le stesse materie plastiche, spiegano i consumatori, rientrano tra i derivati dal petrolio certamente colpiti dalla lunga sequenza di record segnata dal greggio.
Al fine di rinforzare la protesta contro le ?batoste autunnali?, l?Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) conferma il quarto sciopero della spesa e degli automobilisti per il prossimo 16 settembre contro il ?caro-prezzi? e per manifestare ?la preoccupazione per la latitanza del Governo, incurante delle continue stangate inflitte ai consumatori?.
Prezzi pronti a lievitare, prevedono gli economisti che si dividono in due correnti: pessimisti e ottimisti quanto al possibile impatto del caro-greggio sulla ripresa complessiva in atto dell?economia mondiale e sull?inflazione.
E la stessa Banca centrale europea nell?ultimo bollettino ha lanciato l?allarme su crescita del pil e inflazione, sostenendo – per la prima volta- che con queste quotazioni del greggio il carovita in Eurolandia scenderà sotto il 2% solo nei primi mesi del 2005. Un livello ?virtuale?, la definiscono scettiche le associazioni di tutela del risparmio che tornano a chiedere una revisione del paniere Istat.
Secondo i calcoli dell?Intesa la benzina in un anno è aumentata già di 0,130 euro al litro (cioè circa 250 vecchie lire), passando da 1,050 euro agli attuali 1,180. In pratica, ogni 1.000 litri, in un anno gli automobilisti italiani spendono 130 euro in più. E tenendo conto che mediamente ogni automobilista percorre in un anno 20.000 chilometri, bruciando circa 2.000 litri, la maggiorazione di spesa rispetto a 12 mesi fa è di circa 250-300 euro.
Fermi restando i livelli di consumi, calcolano ancora i consumatori, dopo l?estate le famiglie italiane si troveranno di fronte a due nuovi rialzi in bolletta: quello della luce, stimato in 40-50 euro annui in più, e quello del gas, valutato nell?ordine degli 80-100 euro in più. E anche il riscaldamento sarà più caro. Un capitolo quanto mai dolente, secondo l?Intesa, che sottolinea come in Italia il prezzo del combustibile da riscaldamento (oggi a 0,960 euro al litro), sia ?quasi 3 volte superiore al prezzo medio europeo?.
E decollano anche i prezzi dei biglietti aerei. Le compagnie sono sotto pressione e in molte stanno decidendo di rendere più salata la fuel surcharge a carico dei clienti. E a settembre, oltre al petrolio, potrebbero perciò volare anche i ticket del trasporto aereo.
Alcuni vettori, come British Airways, Lufthansa e Meridiana, sono già corsi ai ripari ritoccando all?insù la fuel surcharge; fortunatamente altre, come Alitalia, non hanno in programma al momento nuovi aumenti sull?attuale sovrattassa di 16 euro; mentre c?è chi non ha ancora deciso cosa fare, ma già da fine mese potrebbe disporre nuovi rincari.
Secondo i dati di Confcommercio la spesa per la scuola, invece, dovrebbe incidere meno: la maggior parte dei prezzi è rimasta quest?anno invariata e i rincari hanno riguardato quasi esclusivamente diari e zainetti di marca (rispettivamente +3,44% e fino a +8% in un anno), ricercatissimi dagli studenti di ogni età. Basta fare a meno delle griffe – consiglia l?associazione di categoria – per risparmiare o quantomeno non spendere di più della scorsa stagione.
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