31 Marzo 2010

Bollette più salate: spenderemo 34 euro in più per cucinare

Nuova stangata in arrivo perle famiglie. Mentre le bollette della luce dovrebbe scendere (3,1%), aumentano consistentemente quelle del gas (+3,6%). Un picco – sostiene l’ Authority per l’ energia elettrica e il gas – dovuto all’ apprezzamento delle quotazioni petrolifere (circa il 60% in 12 mesi. Ma come mai l’ energia elettrica diminuisce mentre il costo del gas aumenta? Secondo Alessandro Ortis, presidente dell’ Authority, questa discrasia è «determinata dalla differenza tra l’ efficienza dei due mercati migliorata per l’ elettri co, ancora insoddisfacente per il gas». Secondo le proiezioni dell’ Autorità la spesa media per l’ elettricità di una famiglia tipo «si riduce ora di circa 13 euro su base annua» che si somma a quelle di 39 euro del 2009 e di 10 euro del primo trimestre 2010. La ripresa delle quotazioni del gas naturale costeranno al bilancio di una famiglia media «una maggior spesa di 34 euro, su base annua». Rete distributiva efficiente o meno le associazioni dei consumatori scendono comunque sul sentiero di guerra e promettono battaglia. Tanto per cominciare chiedono al governo di verificare se in Italia esista una vera concorrenza nel settore del gas – così da incidere sui costi per gli utenti – mentre per il 2010 il Codacons vorrebbe che fosse bloccato «qualsiasi rincaro». Da tempo l’ associazione guidata da Carlo Rienzi si batte anche su un altro capitolo energetico che costa centinaia di euro ad ogni famiglia: quello del prezzo della benzina che cresce velocemente con l’ aumentare delle materie prime, salvo sonnecchiare quando il costo del barile torna sotto i picchi di mercato. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, la scorsa estate aveva anche convocato i petrolieri per invitarli, quantomeno, ad adeguarsi al prezzo medio europeo (solitamente inferiore di 3, 4 centesimi al litro rispetto a quello praticato in Italia). Nulla da fare. I petrolieri continuano a ripetere che il prezzo applicato in Italia è in linea con quello del Vecchio Continente e che il differenziale tra Italia e Unione europea diminuisce. Punto. Peccato che gli automobilisti italiani non notino questa sottile differenza quando vengono salassati per fare il pieno. Soprattutto prima dei ponti per le tradizionali ferie. AN. C.

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