13 Giugno 2002

Bollette pazze

Bollette, ecco quando non…




Tra i problemi più segnalati, quello dei conguagli, con bollette che creano vere e proprie dispute familiari su chi, quando e quanto consuma di più. Nonostante la garanzia di fatturare in più volte i consumi invernali, l`Enel gas (che ha acquisito anche la Camuzzi) ha emesso bollette per i consumi che vanno dai primi di dicembre (o dai primi di gennaio) fino ai primi di aprile. Risultato: gli utenti si ritrovano a pagare tra i 300 e i 1000 euro. E non tragga in inganno la dicitura “vi stiamo fatturando la fornitura relativa al mese di febbraio“, perché così non è.
Notata la lieve imprecisione, l`ente è infatti corso ai ripari proponendo rateizzazioni gratuite e prorogando la scadenza. Sempre “calda“ la vicenda dell`Iva, che in tempi brevi porterà a una citazione di fronte a un giudice di pace.
«Il numero di richieste di ricorso ricevute – annuncia Angelo Garofalo, presidente Adoc Umbria – ci ha spinto a rinviare le iniziative legali contro l`Enel gas». Il problema riguarda la doppia fornitura per usi domestici e per riscaldamento: sulla prima andrebbe applicata l`aliquota del 10% ma in Umbria, né Sogegas, né Camuzzi, né Enel gas, lo ha mai fatto. Non serve tanta tecnologia per capire che da maggio a ottobre, il gas non viene consumato per riscaldamento.
E c`è chi propone un`aliquota per tutte le stagioni. «Per ridurre il peso fiscale – spiega Rodolfo La Sala, responsabile Adiconsum Umbria – occorre insistere affinché il Governo applichi un`aliquota unica per tutto il consumo di gas, così come avviene per i consumi di energia elettrica».
Un altro scoglio da superare è quello delle spese fisse addebitate in bolletta. Secondo il Codacons, il canone versato all`Enel per la fornitura di energia elettrica «è doppio rispetto a quello che pagano francesi, inglesi e spagnoli». Sul canone Telecom invece siamo ormai al paradosso, con alcuni utenti che a fronte di traffico telefonico di 6-7 euro si ritrovano bollette di oltre 40 euro. E le agevolazioni non servono ad addolcire fatture sempre più “amare“. «Il bonus sulle tariffe interurbane – spiega Rodolfo La Sala – non è valido per gli utenti a basso traffico che sopportano un onere fisso per un servizio di cui non usufruiscono. L`aumento del canone è svantaggioso e proponiamo che venga ricalcolato in base al servizio ricevuto dagli utenti». A seguito di una denuncia del Codacons, la Telecom potrebbe essere costretta a restituire agli utenti i soldi incamerati a titolo di rimborso per la spedizione della bolletta. «Come se il consumatore dovesse essere grato per averla ricevuta»

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