Bollette pazze, il Codacons spiega come difendersi
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fonte:
- Agrigentonotizie.it
Bollette, bollette, bollette.
In queste ultime settimane non si parla d’altro. Si tratti di cartelle esattoriali idriche, di igiene ambientale o per pagare l’Ici la provincia è in subbuglio. Non tanto per l’ennesima spesa che i contribuenti dovranno affrontare, quanto piuttosto per i vari problemi di compilazione delle bollette da parte degli enti responsabili. Le cosidette “bollette pazze” hanno infatti suscitato un vespaio di polemiche, e anche la politica pare adesso si stia mobilitando per evitare che gli agrigentini debbano pagare quanto non gli spetta.
Ma cosa può fare concretamente un cittadino per chiarire la propria posizione e, se non dovuto, non pagare? L’abbiamo chiesto al presidente provinciale del Codacons, Pierluigi Cappello.
– La bolletta arriva a casa. Cosa bisogna controllare?
“Per prima cosa bisogna verificare quando realmente è stata consegnata la bolletta alle Poste, ovvero la data di accettazione. Per far questo l’utente può verificare ad esempio sul sito delle Poste italiane utilizzando il numero della raccomandata e la data fornita dall’ente di spedizione. Se la data riscontrata è successiva al 31 dicembre la richiesta di pagamento è già in prescrizione e il tributo non è dovuto”.
– Cosa va fatto quindi?
“Ovviamente questa semplice verifica non basta. Bisogna comunque avanzare istanza di annullamento ed entro sessanta giorni, se non vi è stata risposta con un annullamento in autotutela, oppure vi è stata risposta negativa, presentare ricorso alla commissione tributaria, altrimenti bisognerebbe comunque pagare la bolletta. Si tratta comunque di servizi che noi del Codacons offriamo agli utenti”.
– Come si presenta un’istanza?
“E’ necessario inviare all’ente su carta semplice una richiesta di annullamento della bolletta, adducendo i motivi. Questa richiesta tra l’altro ha una sua importanza per quanto riguarda poi la vittoria delle spese nel ricorso, perchè, se avesse ragione il ricorrente, nonostante la segnalazione del cittadino l’ente persevererebbe nel suo atteggiamento. La presentazione del ricorso comunque non significa che questo vada coltivato, perchè l’Ato potrebbe anche decidere per una soluzione extragiudiziaria annullando la richiesta di pagamento. Per tutte quelle situazioni come ad esempio la richiesta di pagamento di una bolletta per un edificio che in quella data non era di proprietà di colui che riceve l’avviso o comunque per tutte le richieste palesemente errate il cittadino può tra l’altro presentare istanza per raccomandata, evitando le code”.
– Ma che costi ha un ricorso?
“Circa una trentina di euro di marche da bollo. Una spesa credo sostenibile, soprattutto visto che si parla di bollette con importi folli anche da cinque, diecimila euro. Noi però possiamo presentare ricorso solo per i nostri tesserati”.
– Che idea si è fatto della vicenda?
“Si sta spremendo il popolo. Il Comune dovrebbe spiegare perchè per tanti anni non si è occupato di verificare l’evasione. Per quanto riguarda ad esempio la Girgenti acque, che ha inviato delle bollette spropositate, il Comune per decenni si è disinteressato della lettura , ed ora l’ente gestore sta attuando un principio di valutazioen contrario ad ogni buona fede. Vedremo nelle aule giudiziarie come andrà a finire.
Stiamo comunque predisponendo una diffida affinchè si possa attuare una moratoria che dia agli utenti la possibilità di verificare le proprie posizioni. L’atteggiamento comunque è strano. Perchè hanno inviato solo gli avvisi per il 2005 e non per tutti gli anni trascorsi? Contano sul fatto che i cittadini dinnanzi a spese più basse rinuncino a fare ricorso? Sperano in maggiori incassi grazie agli interessi? Speriamo che la magistratura contabile faccia chiarezza”.
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