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10 Dicembre 2019

Bollette pazze, emendamento alla manovra prevede risarcimento per le vittime

 

Bollette pazze chiamano rimborso. Un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio al Senato prevede in favore delle vittime di bollette sbagliate un risarcimento pari al 10% delle somme non dovute e comunque non inferiore a 100 euro. Si prevede dunque che i consumatori vittima di bollette pazze dell’energia o dell’acqua ricevano non solo il rimborso delle somme eventualmente versate ma anche un risarcimento.
Bollette pazze, si prevede risarcimento…

Secondo le notizie di agenzia, chi riceve bollette pazze per la fornitura di acqua, luce, gas, servizi telefonici, televisivi o internet ha diritto a ricevere, oltre alle rimborso dei soldi eventualmente versati, una somma “pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro”. L’erogazione può seguire due strade: lo storno nelle fatturazioni successivi o un versamento ad hoc.

… ma per il Codacons i gestori non accetteranno mai

Tutto bene? Per il Codacons è giusto prevedere un indennizzo per chi subisce bollette pazze «ma l’entità del risarcimento deve essere più elevato, allo scopo di spingere i fornitori dei servizi a comportamenti più corretti verso i propri clienti».

È un fenomeno foriero di grandi problemi per chi ne rimane vittima.

«Ogni anno migliaia di famiglie ricevono bollette pazze legate a conguagli, consumi sballati, errori di fatturazione, ecc., e devono iniziare un percorso ad ostacoli per far valere le proprie ragioni, rimbalzando da un ufficio all’altro, un calvario che spesso porta a rinunciare alla contestazione e a pagare somme non dovute – commenta il presidente Codacons Carlo Rienzi – In tal senso è giusto prevedere un indennizzo per le vittime delle bollette errate, ma il 10% degli importi non dovuti è insufficiente, e l’entità del risarcimento deve essere aumentato per avere una reale funzione deterrente».

L’associazione dubita che la misura, però, potrà davvero passare.

«Siamo inoltre convinti – dice Rienzi – che la misura inserita in Manovra non vedrà mai la luce, perché i gestori non accetteranno mai tale novità che avrebbe un impatto sulle loro casse, e faranno fronte comune per spingere il Governo al dietrofront».

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