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10 Dicembre 2019

Bollette pazze? Dal 2020 scatta il rimborso: l’emendamento alla manovra

 

Se la bolletta è troppo alta rispetto ai consumi effettivi il fornitore del servizio sarà obbligato a risarcire il cliente. È quanto prevede un emendamento alla legge di bilancio presentato da Fratelli d’Italia e approvato (secondo l’ANSA) in Commissione Finanze alla Camera. Nel testo si legge che qualora venga accertata “l’illegittimità della condotta del gestore e dell’operatore interessato, per violazioni relative alle modalità di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione nonché per addebiti di spese non giustificate e di costi per consumi, servizi o beni non dovuti”, l’utente “ha diritto ad ottenere, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10 per cento dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro”.
Bollette pazze, come funziona il “rimborso”

La norma riguarda sia i servizi per l’erogazione di energia elettrica, gas e acqua che i i servizi telefonici, televisivi e internet. In caso di fatturazione errata dunque il cliente sarà risarcito dei soldi versati indebitamente e per il gestore ci sarà una penale da pagare. Il rimborso, si legge ancora nell’emendamento, potrà avvenire con lo “storno nelle fatturazioni successive” o con “un apposito versamento”.
Codacons: “I gestori non accetteranno mai la novità”

Non è affatto detto tuttavia che la norma vada in porto. Secondo il Codacons ad esempio “la misura inserita in Manovra non vedrà mai la luce, perché i gestori non accetteranno mai tale novità che avrebbe un impatto sulle loro casse, e faranno fronte comune per spingere il Governo al dietrofront”.

Il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, spiega inoltre che l’indennizzo dovrebbe essere più alto. “Ogni anno migliaia di famiglie ricevono bollette pazze legate a conguagli, consumi sballati, errori di fatturazione, ecc., e devono iniziare un percorso ad ostacoli per far valere le proprie ragioni, rimbalzando da un ufficio all’altro, un calvario che spesso porta a rinunciare alla contestazione e a pagare somme non dovute. In tal senso – sottolinea – è giusto prevedere un indennizzo per le vittime delle bollette errate, ma il 10% degli importi non dovuti è insufficiente, e l’entità del risarcimento deve essere aumentato per avere una reale funzione deterrente”.

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