14 Agosto 2016

Bollette «pazze» col canone Rai Tra i veronesi monta la protesta

Bollette «pazze» col canone Rai Tra i veronesi monta la protesta
balzello da pagare per i morti, esenzioni mai attivate: «vogliamo il rimborso»

VERONA Non ha mai pagato il canone Rai perché non ha mai posseduto un televisore e, soprattutto, perché il «piccolo schermo» non l’ ha mai voluto guardare per scelta. Per questo, quando è stata l’ ora di dichiararlo per non versare il balzello con la fattura dell’ Agsm, lo ha fatto regolarmente, con tanto di raccomandata all’ Agenzia delle Entrate. Evidentemente però non è bastato. Infatti la settimana scorsa, ricevuta la bolletta di luce e gas, ha scoperto che era schizzata oltre cento euro perché i primi 70 euro di canone Rai (10 euro al mese e dunque quelli da gennaio a luglio) le erano stati addebitati. La signora è andata quindi a protestare allo sportello Adiconsum Verona, a cui «come lei si stanno rivolgendo sempre più cittadini, almeno cinque al giorno anche via email o al telefono – segnala Davide Cecchinato, presidente provinciale dell’ associazione dei consumatori – lamentando che, nonostante abbiano presentato in tempo utile le dichiarazioni per evitare il versamento del canone, se lo sono visto comunque addebitare in bolletta e dunque ci chiedono come possono procedere per far valere i propri diritti». C’ è già chi le ha ribattezzate «bollette pazze», a maggior ragione quando l’ addebito avviene direttamente sul conto corrente: facile prevedere che in molti, magari in vacanza, pagheranno il canone anche se non sarebbero tenuti a farlo. «Diversi consumatori veronesi ci stanno segnalando fatture sbagliate che hanno ricevuto con la bolletta della luce – conferma l’ avvocato Stefano Fanini, responsabile dell’ ufficio legale regionale del Codacons -. Ad esempio in molti protestano per l’ addebito inviato anche a quanti la tv non ce l’ hanno, circostanza che hanno dimostrato con la spedizione della dichiarazione di non detenzione dell’ apparecchio entro i tempi stabiliti (lo scorso 16 maggio, ndr ). E inoltre sono in tanti a lamentare la duplicazione dei canoni per le seconde case (escluse dal pagamento, ndr )». C’ è poi il paradosso di chi si trova a dover pagare il balzello anche per i parenti passati a miglior vita: mentre tutte le altre tasse si pagano finché si è vivi, gli importi dovuti a titolo di canone continuano invece a scattare anche nel caso di morte del contribuente a cui è intestata la luce. «Questo vale almeno fino a quando gli eredi non saranno in grado di inviare una dichiarazione all’ Agenzia delle Entrate. Si tratta della già nota autocertificazione, l’ atto notorio che deve spedire anche chi non possiede una tv o chi è inserito nel nucleo familiare di un soggetto che già paga l’ abbonamento alla Rai – chiarisce Cecchinato -. Il problema è che andava inviata entro il 16 maggio scorso, altrimenti per il 2016 saranno tenuti a pagare gli eredi stessi». E per loro non c’ è altro modo, una volta ricevute le bollette con gli addebiti del canone riferite al parente defunto, di contestarle e far rilevare l’ avvenuto decesso. «Ormai lo potranno fare solo per il 2017, inviando l’ autocertificazione che andrà rinnovata di anno in anno. Il problema – evidenzia Adiconsum – è che a noi si stanno rivolgendo anche persone che lamentano di aver inviato l’ autocertificazione in tempo utile, eppure hanno ricevuto ugualmente da pagare anche il canone per il caro estinto.Cosa possono fare? Devono versarlo, chiedendo nel contempo il rimborso all’ Agenzia delle Entrate». Gli anziani e i pensionati «sono le categorie maggiormente in difficoltà con il nuovo balzello»: a tale proposito Fanini avverte «i consumatori veronesi che è finalmente arrivato il via libera dall’ Agenzia delle Entrate con il provvedimento per poter richiedere la restituzione di somme versate ma non dovute. Sono state inoltre definite le “modalità di presentazione dell’ istanza di rimborso del canone per uso privato”. In sostanza serve per coloro che hanno già pagato erroneamente il canone o che comunque si trovano a doverlo versare nonostante non siano tenuti a farlo». E a Verona «ci sono già giunte numerosissime proteste in merito». Figuriamoci quante saranno al rientro dalle ferie…

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