16 Maggio 2010

Bollette pazze ad Atrani

ATRANI. Avrebbe dovuto rappresentare il progresso. Invece il metano o, meglio, il servizio del gas che, in base ai programmi , in pochi anni, avrebbe fatto scomparire le pericolose bombole, si è rivelato per tanti un vero e proprio incubo. Bollette pazze e solleciti di pagamento per consumi mai avvenuti, si registrano ad Atrani. Nel comune continuano, infatti, ad arrivare inviti a regolarizzare contabilmente la posizione anche se, in molti casi, la fornitura non sia mai partita. In pratica si addebitano consumi presunti benché manchi il presupposto principale per far sì che si possa vantare un credito di questo genere: l’ attivazione del servizio. Non si comprende con quale criterio, pertanto, vengano fatti questi conteggi e come mai, nonostante le proteste dei cittadini, il disservizio continui a funzionare "regolarmente". Perché, a discapito delle tante telefonate alla societá che gestisce la metanizzazione e il coinvolgimento del Codacons, non si è ancora arrivati a capo della situazione e le bollette, con una precisione svizzera, vengono recapitate. A rendere ancora più assurda la vicenda, in questi ultimi giorni, agli utenti mai "metanizzati" di Atrani sono giunti pure dei solleciti di pagamento che invitano a corrispondere le cifre pretese. • «Nel 2006 – spiega Gino Amato, un utente – la AmalfitanaGas, in un incontro pubblico presso il Comune di Atrani, stipulò i pre-contratti con i cittadini, impegnandosi ad allacciare il gas al costo totale di 350 euro. La cifra, comprendeva l’ allaccio fino alla prima fiamma e veniva così ripartita: i primi 100 euro all’ atto della stipula del contratto; la restante somma di 250 euro rateizzata sulle prime bollette di consumo. Da allora, solo alcuni,hanno avuto l’ allaccio alla prima fiamma a cura della societá del gas. Molti, stanchi di attendere (i lavori dovevano terminare il 31 dicembre 2007) hanno provveduto ad allacciarsi mettendo mano alla propria tasca. Tantissimi, invece, sono rimasti in fiduciosa attesa, col contatore inutilizzato sotto casa, sul quale maturano le quote fisse, senza avere il servizio ma con le bollette recapitate che contengono consumi presunti inesistenti». (g.d.s.)

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