24 Giugno 2012

Bollette pagate tardi, distacchi selvaggi

Bollette pagate tardi, distacchi selvaggi

di FABIO NUCCI Uno degli ultimi casi finiti sul tavolo del Codacons Umbria, riguarda una famiglia residente nella periferia perugina in attesa di ottenere la riduzione delle tariffe in quanto il capofamiglia, unico titolare di reddito, è rimasto senza lavoro. Persone che per aver pagato in ritardo una fattura con un bollettino generico e per un importo maggiore di quello dovuto, nei giorni scorsi si è ritrovata senza elettricità. “Dopo una serie di minacce di distacco da parte del gestore ? racconta Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria ? l’ utente ha inviato due volta la ricevuta del pagamento effettuato al fax indicato dal call center. Ciononostante, è arrivato il blocco della fornitura che abbiamo poi scoperto essere dovuta al fatto che l’ operatore non è stato in grado di abbinare l’ importo del pagamento con la fattura perché per errore la signora ha arrotondato per eccesso l’ importo scoperto. Abbiamo chiesto quindi informazioni e ci hanno chiesto di certificare, come Codacons, che l’ importo versato (intero) era riferito alla bolletta (di poco più di 80 euro)”. Anche questo fax però è caduto nel vuoto e alla richiesta di un ulteriore invio, è partita la denuncia da parte dell’ associazione. “Troviamo insensibile e ottuso andare avanti con procedure simili in momenti così difficili ? aggiunge Falcinelli ? e scoprire che un grande gestore come Enel si affida ancora ai fax che poi gli operatori puntualmente non trovano, facendo scattare il distacco del contatore. Abbiamo provato a parlare con il punto vendita Enel di Perugia ma ci è stato risposto che avremmo dovuto prendere appuntamento tra una settimana, come previsto dagli accordi con le associazioni di consumatori. Una risposta assurda se consideriamo che c’ era di mezzo una famiglia senza elettricità che rischiava di perdere la dispensa alimentare del frigo e del congelatore. Se la disponibilità del gestore è questa, allora possiamo considerare nulli da parte nostra gli accordi fatti. Questo dimostra che tra i bisogni della gente e la burocrazia di enti e certe società c’ è un grave scollamento”. Il fenomeno della morosità nel pagamento di bollette in provincia di Perugia si è acuito negli ultimi tempi, basti pensare che molte delle richieste di micro credito inoltrate alla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia sono motivate da tali difficoltà. Nei casi segnalati dall’ associazione di consumatori, si tratta di famiglie che cercano di contenere al massimo i consumi per tenere bassa la spesa delle utenze. “Fanno fatica a pagare in genere ? spiega Carla Falcinelli ? ma riescono seppur in ritardo a versare il dovuto, con risorse proprie o magari con un aiuto esterno (della parrocchia o della Caritas, ndr) dopo aver ottenuto una rateizzazione. Si tratta quasi sempre di nuclei monoreddito che entrano in crisi nel momento in cui il capofamiglia perde il posto o subisce una riduzione dello stipendio”. Accanto ai problemi per i pagamenti, il contenzioso con i gestori di luce e gas è alimentato dalla presenza di clausole vessatorie nei contratti. “Abbiamo denunciato una società fornitrice di gas ? spiega Cristina Rosetti, presidente regionale del Movimento difesa del cittadino ? per aver previsto in contratto, penali in caso di recesso e una serie di regole incomprensibili sulla determinazione del prezzo. Tariffe il cui ammontare non viene specificato nel contratto dove viene fatto solo un vago riferimento a un bollettino periodico. Li consideriamo contratti capestro che quando individuati possono essere segnalati anche alla Camera di commercio della provincia di residenza”. RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox