14 Giugno 2011

Bollette molto alte e l’ aumento è costante

Bollette molto alte e l’ aumento è costante
 

SUPERANO gli 11 miliardi ogni giornoilitri d’ acquache scorronoin Italia dai rubinetti e dalle fontane, circa 186,6 litri per abitante. Un consumo che costa 301 euro a famiglia e continua ad aumentare. I p rezzi variano sul territorio, con picchi superiori fino al 53% nelle regioni più avanti nel processo di privatizzazionecome la Toscana. E’ questa una sintesi di una fotografia aggiornata scattata in Italia da Nus Consulting. Negli ultimi 10 anni la crescita della domanda di acqua è stata dell’ 1,2%, mentreiprezzi sono aumentati del 65% dal 2002 al 2010. Ancora oggi la rete non raggiunge la totalità delle famiglie: al Sud quasi un italiano su due non riceve acqua depurata e c’ è un 4,1% della popolazione che non è servito dagli acquedotti secondo l’ Istat. Le infrastrutture risultano spesso inadeguate con una media del 47% di perdite imputabili alla rete, a cui corrisponde un danno economico stimato dalla società di consulenza Nus Consulting in 2,5 miliardi l’ anno. La situazione è tra le peggiori in Europa, dove la perdita media è del 13%, e raggiunge sprechi dell’ 80%nelle regionipiùproblematiche (Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo). Per la manutenzione della rete sono necessari 64,1 miliardi di euro nei prossimi 30 anni. Dal 1995, quando la legge Ronchi ha aperto ai privati la gestione del servizio, i fondi sono stati inferiori alle aspettative. Solo il 36% degli investimenti pubblici previsti sono stati stanziati e, considerando anche i privati, non si raggiunge il 60%. Il decreto Ronchi del 2009, al centro del referendum, spinge l’ accele ratore sulla privatizzazione del servizio e sull’ apertura a capitali privati. Il timore di chi ha votato sì è una crescita deicosti conaumenti del 3040% (secondo il Codacons). A oggi, le regioni con i prezzi più elevati sono quelle dove la gestione è privata come la Toscana (462 euro a famiglia, 161 in più della media), l’ Um bria (412 euro) e l’ Emilia Romagna (383). Un fatto che potrebbe confermare proprio i timori di chi ha messi la croce sul sì in questa tornata refendaria.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this