Bollette libere: come guadagnarci
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fonte:
- Corriere della Sera
Finora 700.000 famiglie hanno cambiato fornitore
Il centro studi del Rie (Ricerche industriali ed energetiche) ha previsto per il mese di aprile l`ennesima stangata sulle bollette di luce e gas. Ma dal 1˚ luglio 2007 non doveva cambiare qualcosa?
Sono passati nove mesi da quando è scattata la liberalizzazione dell`energia elettrica per le famiglie eppure gli effetti, per stessa ammissione del Presidente dell`Authority Alessandro Ortis, risultano quasi cancellati dallo «tsunami» petrolio. Secondo l`Authority, da fine gennaio già 700 mila clienti domestici (su un totale di 30 milioni) ricevono una bolletta «liberalizzata » (sono passati cioè dal mercato vincolato a quello libero, che dà la possibilità di scegliere di acquistare l`elettricità dall`operatore più conveniente) con un risparmio medio di 15 euro l`anno (-3,5%) che può arrivare a 30 nel caso si tratti di una fornitura congiunta energia elettrica/ gas.
L`Enel continua a fare la parte del leone anche sul mercato libero visto che la stragrande maggioranza degli utenti (circa 500 mila, il 70%) ha scelto le tariffe liberalizzate dell`ex monopolista. L`offerta? Prezzo bloccato per due anni: «È la soluzione per fermare gli aumenti e risparmiare — spiega Ingmar Wilhelm, responsabile marketing e supply della divisione mercato Enel —. Da aprile Nomisma prevede un aumento dell`energia rispetto alla materia prima del 7,2%: chi ha sottoscritto un contratto a prezzo bloccato risparmierà 52 euro l`anno».
Tra i concorrenti, a fare il pieno di nuovi clienti è stata soprattutto l`Eni: «Dei 200 mila utenti che hanno effettivamente cambiato operatore — dice Laura Cioli, direttore Retail & Power della divisione Eni Gas & Power — circa 120 mila hanno scelto la nostra offerta». Si tratta anche in questo caso di una tariffa fissa, che però scende a partire dal secondo anno o — in alternativa — regala un`ora di energia elettrica al giorn o che si traduce in un risparmio del 4,17% all`anno sulla tariffa regolata.
Oltre ai grandi, nel panorama post-liberalizzazione troviamo le ex municipalizzate come Hera (che offre uno sconto del 4% sulla materia prima), Iride (che propone il prezzo bloccato per due anni e 30 giorni di energia gratis) oppure chi pubblicizza la sua offerta al supermercato come Mpe Energia, che ha stretto un accordo con Finiper per mettere a disposizione negli ipermercati punti vendita per assistere il cliente nella fase di attivazione della nuova fornitura, e come Italcogim Energie con Auchan.
E sono ancora molti i fattori che rallentano il processo di liberalizzazione: «La parte di prezzo su cui il venditore può incidere è davvero esigua — spiega Massimo Ricci, responsabile dell`unità dispacciamento, trasmissione, trasporto e stoccaggi dell`Autorità per l`energia — e per questo molte aziende stanno a guardare». Come Sorgenia e la svizzera Egl.
Tuttavia non mancano elementi di ottimismo: dall`ultima indagine dell`Authority emerge che ben sette famiglie su dieci (su un campione di 2.500 interviste) conoscono l`argomento e il 7% si è detto pronto a cambiare venditore nei prossimi mesi. Ma le associazioni dei consumatori sottolineano la diffidenza nei confronti dei gestori dell`energia. Sia Carlo Rienzi (Codacons), sia Rosario Trefiletti (Federconsumatori) sostengono che a limitare la mobilità dei clienti sono soprattutto le differenziazioni davvero minime tra le offerte sotto il profilo delle tariffe e della qualità del servizio offerto. Per contro, si stanno facendo grossi passi avanti sul fronte di una corretta e capillare informazione al pubblico, grazie anche all`impegno diretto dell`Authority.
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