Bollette, l’allarme a gennaio «Rischio rincari fino al 50%» Aiuti, il pressing dei partiti
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fonte:
- Gazzetta dello sport
Alessio D’Urso L o spettro del caro bollette torna a far paura. La crisi energetica, legata in prevalenza all’aumento del prezzo del gas, non accenna a diminuire. Mentre la Manovra firmata Draghi si prepara all’esame del Parlamento,a lanciare l’allarme sui rincari è stato così Davide Ta-barelli, presidente di Nomisma Energia. Secondo il quale, «senza interventi del governo» per calmierare i prezzi, «dal 1° gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50%, quelle dell’elettricità almeno del 17%, ma forse del 25%». Le stesse preoccupazioni, specie per il primo trimestre del 2022, sono condivise da Consumerismo, la cui previsione delinea aumenti che porteranno nel corso del 2022 la spesa della “famiglia tipo”, per luce e gas, al record di 3.368 euro all’anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto ai costi sostenuti negli ultimi dodici mesi.I motivi «Gli stoccaggi sono bassi, perché la Russia consegna meno gas all’Europa — spiega Tabarelli — Un po’ perché vuole spingere sul gasdotto Nord Stream, che aprirà a marzo, un po’ perché ha problemi di trasporto, dato che la sua rete è molto vecchia. Poi c’è stata la ripresa produttiva dopo la pandemia; la Cina, ad esempio, ha aumentato la domanda di gas per uscire dal carbone». Infine, secondo l’esperto, «i mercati sono in mano alla speculazione e i politici non sanno che pesci pigliare». Il governo è quindi alla ricerca di nuove risorse in legge di Bilancio per attenuare la stangata. Già martedì il premier Mario Draghi aveva ricordato lo stanziamento di «1,2 miliardi a giugno e oltre 3 miliardi a settembre», chiarendo la disponibilità a intervenire «di nuovo». Un investimento che il Codacons, però, ha definito «del tutto insufficiente», chiedendo che vengano reperiti almeno 10 miliardi. Lega e Pd insistono quindi per altri aiuti. La volontà di rafforzare le misure è comunque stata ribadita dal governo: c’è chi parla di 1 miliardo in più. Non solo bollette, però: si lavora ai ritocchi sul Superbonus e tra le ipotesi ci sarebbe quella di alzare, senza eliminare, il tetto Isee per l’accesso all’incentivo al 110% su case unifamiliari e villette.Il limite potrebbe passare dagli attuali 25 mila euro a 40 mila euro di Isee (risorse permettendo).E ieri, mentre andavano in scena gli ultimi confronti Palazzo Chigi-partiti sulla Manovra, nel decreto fiscale è entrato pure il bonus per genitori separati. La misura, sostenuta dalla Lega, prevede un contributo fino a 800 euro per garantire ai genitori separati o divorziati in stato di bisogno di provvedere al mantenimento proprio e dei figli, nel caso in cui non si riceva l’assegno di mantenimento. Tra le misure in arrivo, anche la mini proroga per le cartelle (termine 9 dicembre, destinato ad arrivare al 14 con i 5 giorni di tolleranza)e l’esenzione della Tari per le basiliche.E c’è la stretta sull’Imu prime case: sarà esente solo una casa a famiglia. Il percorso della Manovra, comunque, resta difficile, soprattutto per l’alto numero di emendamenti e che Palazzo Chigi chiede alla maggioranza di ridurre a 500. Le critiche Oggi Draghi vedrà i sindacati: sul tavolo un intervento una tantum di decontribuzione, in grado di raggiungere anche i dieci milioni di incapienti; oppure un intervento per le imprese sul Cuaf, il contributo che pagano i datori di lavoro per gli assegni familiari. Ma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è severo: «Il Tesoro ha abdicato al suo ruolo di indirizzo politico, lasciando 8 miliardi (quelli per la riduzione delle tasse, ndr) sul tavolo dei partiti, per decidere come suddividerseli».
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