2 Giugno 2007

Bollette gonfiate, l`Eni reagisce

ROMA “Del tutto incolpevoli. La falla è semmai nelle normative “ incalzano all`Eni. Per controbattere le accuse di aver gestito il traffico del gas italiano con contatori irregolari, o addirittura manomessi, il collegio di difesa dell`amministratore delegato Paolo Scaroni, coinvolto nell`inchiesta che riguarda anche Aem Milano e Arcalgas, presenterà nei prossimi giorni alla Procura di Milano una puntigliorsa memoria difensiva, appena approvata dal cda del gruppo energetico. A spingere per un chiarimento è anche l` Authority per l`energia, che ha formalizzato l`apertura di un`istruttoria conoscitiva, da completare entro due mesi, “sulla corretta applicazione dei coefficienti correttivi per la misura del gas naturale “ nel calcolo delle bollette. Una decisione che solleva però le perplessità del Codacons. L`associazione dei consumatori accusa in sostanza l`Autorità di omessa vigilanza e chiede alla Procura di Milano di aprire un procedimento di indagine anche nei confronti del regolatore del mercato dell`energia “al fine di verificare se vi siano stati o meno omissioni o ritardi di atti di ufficio“. La polemica sollevate dall`inchiesta sui contatori “venturimetrici“ (si veda “Il Sole24 Ore“ del 29 maggio) rischia intanto di allargarsi anche ad un altro importante aspetto:la qualità del metano venduto.è sempre l`Adiconsum ad adombrare il sospetto che gli standard qualitativi non siano rispettati. E un primo riscontro arriva dall`Assovetro, che rappresenta una delle categorie di imprenditori più “energivori“. Non sempre – affermano in Assovetro – la qualità viene garantita, specie nelle zone prossime ai confini. “E questo pone problemi rilevanti alle imprese associate. La lavorazione del vetro necessita infatti di una qualità costante e ogni aggiustamento nelle tarature mette in discussione la qualità di lavorazioni che avvengono a ciclo continuo“. Nella memoria difensiva l`Eni sottolinea intanto il pieno rispetto delle migliori pratiche internazionali,il rigoroso allineamento con le direttive dell`Authority, il continuo monitoraggio dei sistemi di verifica qualitativa e quantitattiva del gas. La società ribadisce la piena affidabilità delle apparecchiature, certificata da “perizie di esperti nazionali ed internazionali, richieste dalla Snam Rete Gas, che affermano, con riferimento ai misuratori cosiddetti venturimetrici, la validità e la precisione delle modalità di calcolo dei volumi e, con riferimento alle accise, l`ininfluenza ai fini fiscali“. L`Eni sollecita semmai il completamento di una normativa lacunosa, ritardataria e perfino contraddittoria. Emblematici – sottolinea l`Eni nella memoria – i rilievi che riguardano la mancata omologazione del grande misuratore di Snam rete Gas sulla frontiera di importazione di Mazara del Vallo. “Impianti di misura venturimetrica sono oggi utilizzati, ed approvati dalla locale metrologia legale, in tutto il mondo“. Peraltro “l`omologazione di un apparecchio in un Paese dell`Unione dovrebbe comportare automaticamente il riconoscimento e l`immediata utilizzabilità in tutti gli stati membri“sostiene l`Eni rilevando che “in Italia il processo di omologa di questa tipologia di misura è in corso da più di un decennio“e“l`esigenza di accelerare la decisione su tale processo di omologa è stato segnalato da ultimo da parte di Snam Rete Gas alle Autorità competenti lo scorso dicembre 2006“. Quanto ai rilevi sulla possibile evasione fiscale l`Eni ricorda che l`accisa in quanto imposta di consumo è esigibile al momento del consumo ai punti di riconsegna finali alle famiglie“ gestiti con contatori omologati di tipo volumetrico. Quindi le misure venturimetriche in ogni caso“non incidono in alcun modo sul pagamento delle accise per le vendite civili“.

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