2 Aprile 2015

Bollette gonfiate dall’ Acegas a Duino, un costoso Calvario

Bollette gonfiate dall’ Acegas a Duino, un costoso Calvario

LA LETTERA DEL GIORNO Nel 1964 ho costruito una villetta a Duino dotandola anche di fossa biologica, non essendoci fognatura. Per oltre quarant’ anni l’ acqua mi è stata fornita, senza alcun problema, dall’ acquedotto del Carso di Aurisina. Nel 2012 ricevo una lettera da Acegas in cui mi si informa che dal novembre 2011 ero diventato loro cliente per la fornitura dell’ acqua (contratto n. 410 1256). Causa seri problemi di salute in quel periodo, che avevano portato a vari ricoveri ospedalieri, i miei controlli sulla posta in arrivo si erano diradati, e solo quando la soluzione è finalmente migliorata, nel 2013, ho potuto, con ritardo, verificare gli addebiti delle varie forniture di servizi pregressi, accertando che dall’ inizio della fornitura (novembre 2011) l’ Acegas mi addebita erroneamente le spese di fognatura e depurazione che aggravano di oltre il 50% l’ importo dei miei consumi. Allarmato, ho chiamato subito il numero verde, inviato raccomandate, riempito moduli e mi sono anche recato due volte alla sede di Trieste. Faccio presente che ho 85 anni, sono invalido con difficile deambulazione e quindi le file erano per me pesantissime! Tutto inutile. Comunque, visto che non ottenevo nulla, le bollette gonfiate continuavano ad arrivare, sulla base del principio “prima paghi e dopo protesti” ho continuato a pagare. Nel dicembre 2014, all’ ennesima bolletta di circa 265 euro, decido di rivolgermi a un legale che, solo per aprire la vertenza, mi ha chiesto 500 euro e che mi consigliava di non pagare detta bolletta, informandone contemporaneamente l’ Acegas, nonché di rivolgermi anche al Codacons per ottenere una conciliazione paritetica. All’ inizio del 2015 ricevo una lettera dall’ Acegas, che respinge la mia richiesta in quanto non ancora sottoscritto nessun protocollo d’ intesa tra essa e le associazioni di categoria, informandomi quindi che la mia pratica avrebbe seguito l’ iter comune. Ma quale? Mentre il mio avvocato stava decidendo l’ inizio della vertenza succede il miracolo: con lettera del 22 febbraio l’ Acegas riconosce l’ errore fatto, consigliandomi di non pagare la bolletta di 265 euro che sarebbe stata oggetto di conguaglio con il rimborso che stavano preparando a mio favore. In data 18 marzo chiamo il numero verde per sapere del rimborso e, sorpresa, la signorina del call center mi fa notare che la pratica è ferma in attesa che io saldi l’ ultima bolletta che l’ Acegas nella sua ultima missiva mi consigliava di non pagare. A questo punto ho perso il lume della ragione e ho insultato tutta l’ Acegas, compresa la poveretta del call center, che non aveva nessuna colpa e con la quale mi scuso. Riepilogando: ho speso 500 euro di spese legali, spese postali, telefoniche varie, taxi per trovarmi al punto di partenza dopo ben tre anni. Credo che ogni commento ulteriore sia superfluo. Non chiederò più nulla, e informerò i miei eredi del problema sperando che siano più fortunati e riescano a far cessare questa vergogna. Renzo Bagata.

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