20 Settembre 2020

«Bollette gonfiate dai conguagli» Scatta l’ allarme dei consumatori

pavia Bollette pazze, occhio ai conguagli che stanno producendo, come conseguenza, l’ arrivo decine di fatturazioni “gonfiate”. A lanciare l’ allarme è Codacons, che mette in guardia sul recapito di richieste di pagamenti soprattutto riguardanti il consumo di luce e gas evidentemente errati, recapitate un po’ in tutta la provincia. A partire da Pavia. «Una nostra associata ha denunciato di aver ricevuto una bolletta della luce di ben 1.200 euro a fronte di consumi molto ridotti _ spiega in una nota l’ associazione che difende i diritti dei consumatori _. La somministrazione si riferisce ad un’ abitazione in cui la consumatrice si reca di rado e il tutto a fronte di bollette sempre regolarmente pagate». Una storia, avverte l’ associazione, che riguarda ogni anno centinaia di famiglie. «La signora in questione _ riprende Codacons _ ha un contratto con Servizio elettrico nazionale. Di solito paga tra i 60 e i 90 euro bimestrali e ha sempre ricevuto in bolletta l’ attestazione della regolarità dei suoi pagamenti. Ora le è arrivata una bolletta di conguaglio con numeri palesemente esagerati e non in linea con i suoi consumi. E purtroppo non è certo l’ unico caso capitatoci». Qualche tempo fa un’ esperienza analoga è toccata ad un’ altra utente che si è vista recapitare una bolletta, questa volta del gas da Eni, con un conguaglio di 9.000 euro. «In questi casi _ precisa ancora Codacons nella nota _ avendo la signora provvidenzialmente cambiato operatore era tuttavia suo interesse scongiurare non solo eventuali azioni di recupero di inesistenti ulteriori crediti da parte di Eni, anche attraverso il Cmor (ossia il corrispettivo per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica, ndr) ma anche di recuperare gli importi sicuramente versati in più rispetto a quanto dovuto. Ci siamo attivati al fine di respingere le esose richieste del fornitore e di cercare una soluzione transattiva vantaggiosa per la nostra associata. Cosa che facciamo ogni anno per, in media, un centinaio di famiglie come minimo. In questi casi se non si riesce a risolvere la questione in via stragiudiziale è indispensabile accertare che il credito del fornitore del servizio non sia prescritto nel termine biennale previsto dalla legge». «Infine una novità che è bene portare a conoscenza degli utenti_ conclude l’ associazione _: anche se sono in pochi a saperlo, dal mese di marzo in caso di maxi conguagli pluriennali i consumatori hanno diritto a pagare solo gli ultimi 24 mesi». —

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